Green Economy, 60 mila posti di lavoro con il credito d’imposta

di Marco Mancini 1

Questa è la nuova proposta di Corrado Clini che ogni tanto ricorda di essere Ministro dell’Ambiente: concedere il credito d’imposta per quelle aziende che, lavorando nel settore della green economy, assumono dei giovani. In questo modo, spiega il Ministro, potenzialmente si potrebbero creare 60 mila posti di lavoro, un’enormità considerando l’attuale stato di crisi economica che vive il nostro Paese.

Ma come funziona? Attualmente ci sono dei fondi, come per esempio i fondi Fas, cioè quelli da destinare per iniziative economiche nelle aree depresse come il Sud Italia, i quali sono stati stanziati e non utilizzati. E sono parecchie decine di milioni di euro. Secondo Clini basterebbe che le aziende impegnate in un settore della green economy (rinnovabili, ristrutturazioni per l’efficienza energetica, manutenzione del territorio, ecc.) aderissero a questo credito che, a fronte di una o più assunzioni, scatterebbe il credito d’imposta che verrebbe finanziato proprio da questi fondi inutilizzati.

Certo, detto così sembra che si sia scoperta l’acqua calda, ma tra i vari scandali italiani c’è anche quello poco noto dei tanti fondi messi a disposizione ma che non vengono utilizzati, mentre altre zone che li utilizzerebbero volentieri non ne hanno accesso. Per questo un provvedimento legislativo che sblocchi questa impasse cambierebbe molte cose. Ma c’è di più. Questi fondi potrebbero anche aiutare le aziende ad investire in questo campo, in modo da avere un sostegno con i soldi pubblici.

Noi sappiamo che a conti fatti, le entrate per lo Stato rispetto al costo delle mancate entrate per il credito d’imposta sono state superiori. E questa è un’esperienza sulla quale possiamo consolidare molte altre misure a favore della crescita verde nel nostro Paese

ha spiegato Clini in sede di presentazione dell’iniziativa. L’Italia ha sempre dimostrato di saper sfruttare occasioni del genere, vedremo se anche questa volta riuscirà a cogliere la palla al balzo.

[Fonte: Repubblica]

Photo Credits | Getty Images

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