L’Enpa contro il Papa: “rinuncia alla pelliccia”

di Redazione Commenta

L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) questa volta ha alzato il tiro e nel mirino è finito niente di meno che il Papa. Secondo la denuncia dell’associazione animalista, il Santo Padre darebbe il “cattivo esempio” perché indossa pellicce di ermellino e utilizza l’avorio per calici e ostensori. Tutti materiali che si possono ottenere in una sola maniera: uccidendo gli animali.

La richiesta è chiara: visto che il Papa effettua continuamente appelli per la protezione degli esseri viventi di tutto il Creato, quindi anche gli animali, cominci proprio lui a dare il buon esempio, evitando di indossare parti di animali morti. Oltre al fatto in sé di indossare parti di animale infatti, la situazione si aggrava ulteriormente pensando al modo in cui questi esemplari vengono trattati prima di morire. Gli elefanti, unica fonte al mondo di avorio, vengono ammazzati con metodi illegali, spesso per puro sport, con metodi disumani che li fanno soffrire fino all’ultimo istante. Senza considerare che molte specie di elefanti sono in via d’estinzione, ma questo ai bracconieri non interessa. Gli ermellini, come moltissimi altri animali da pelliccia, vengono invece catturati e tenuti in gabbie strettissime in cui letteralmente impazziscono e arrivano persino a compiere atti di autolesionismo.

Con questa iniziativa intendiamo chiedere a Sua Santità e a tutto lo Stato Vaticano, di rinunciare all’acquisto e all’utilizzo dell’avorio e delle pellicce di ermellino, oggetti che provocano l’inutile uccisione di migliaia di animali, anche protetti

si legge sul sito dell’Enpa, la quale sottolinea come questa non sia soltanto una prerogativa del Papa, ma che anche cardinali ed altri prelati indossino pellicce di animali veri. Per questo motivo l’associazione ha anche avviato una raccolta di firme a cui tutto il mondo può partecipare, per chiedere di smetterla con questo scempio. Questo Papa, ma anche il precedente, si è sempre dimostrato attento alle tematiche ambientali. Vedremo se recepirà anche questo messaggio.

Photo Credits | Getty Images

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