Orlando contro gli OGM, ma in Friuli c’è chi li coltiva già

di Redazione 3

Una brutta vicenda che potrebbe mettere a rischio l’intero comparto alimentare arriva dal Friuli. Nonostante i regolamenti italiani ed europei vietino la coltivazione degli OGM, un coltivatore friulano di Vivaro, in provincia di Pordenone, ha seminato 6000 metri quadrati di mais geneticamente modificato. Per dimostrare che l’OGM italiano è sicuro se fatto con attenzione, è stato commesso un vero e proprio reato. E l’aspetto più avvilente è che era stato annunciato da tempo.

Già da settimane il coltivatore Giorgio Fidenato aveva annunciato che l’avrebbe fatto, ma nessuno è intervenuto per fermarlo. E le autorità non hanno mosso un dito nemmeno ora che la semina è avvenuta. Un avvenimento peraltro pubblico visto che si tratta della prima volta che accade in Italia, ed al suo campo si erano recate circa 200 persone tra curiosi ed oppositori. Ma non finisce qui. In barba ad ogni regolamento e legge europea, il coltivatore ha anche annunciato che seminerà altri mille metri quadrati di terreno con altre colture OGM.

E le autorità che fanno? Loro si limitano ad opporsi a questa pratica, ma solo a parole. Nei giorni scorsi si era pronunciata la Ministra dell’Agricoltura De Girolamo, ieri invece è stata la volta del Ministro dell’Ambiente Orlando che ha spiegato

Sosterremo e continueremo a sollecitare tutti gli interventi proposti dal ministro dell’Agricoltura De Girolamo tesi a impedire la semina Ogm e al contempo continuiamo a sostenere l’esigenza di definizione di una linea che ci consenta di rivedere la normativa europea. Il sistema Italia deve riproporre nelle sedi titolate comunitarie il tema della piena autonomia degli Stati in tema di Ogm, per non mettere a rischio le nostre specificità agroalimentari e ambientali.

Come spesso accade in questi casi, non si prende mai una posizione netta, ma ci si ferma nel mezzo, lasciando sempre vuoti legislativi ed interpretativi che coltivatori senza scrupoli come Fidenato colgono al balzo, sfruttandoli per i propri interessi.

Photo Credits | Getty Images

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