Legambiente e le ecomafie, drammatici i dati nel nuovo rapporto

di Redazione 2

Legambiente, ha presentato il suo nuovo sulle ecomafie e i dati riportati sono drammatici. Mentre l’economia legale arranca l’economia illegale e mafiosa prospera e fiorisce, tra rifiuti, abusivismo edilizio, reati contro gli animali e la sempre pervasiva corruzione.

Numeri da brivido nel nuovo rapporto di Legambiente sulle ecomafie, denominato “Ecomafia 2013”. Il fatturato sarebbe pari a 16,7 miliardi di euro, il numero dei reati accertati (non di quelli compiuti), pari a 34 mila 120, le persone che hanno subito una denuncia sono state oltre 28 mila, i sequestri oltre 8 mila.

Il numero dei clan interessati dal nuovo rapporto Ecomafie dell’associazione ambientalista è salito ulteriormente da 296 a 302. A ciò si aggiunge il tristissimo boom dei comuni sciolti per mafia, passati da 6 addirittura a 25. Purtroppo, andando ad approfondire i dati relativi al solo settore dei rifiuti, o al solo intramontabile settore dell’abusivismo edilizio, ci si rende conto ancor più chiaramente del potere delle ecomafie sul territorio italiano.

Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, mentre i dati per i nuovi edifici passano da 305 mila a 122 mila, il numero degli edifici illegali conosce una flessione estremamente contenuta: da 30 mila a 26 mila. Questo perché i costi per le costruzioni illegali sono estremamente inferiori, e nemmeno la crisi riesce a mettere un freno deciso a questo genere di attività illegali. Come sempre vogliamo ricordarne uno dei motivi: la vergognosa percentuale di demolizioni veramente effettuate: solo 10,6% di quelle per cui è stata emessa un’ordinanza.

Per quanto riguarda i rifiuti nel 2012 sono sostanzialmente raddoppiate le tonnellate di materiale sequestrato, a causa dei cascami, spiega Legambiente, prodotti che anziché essere riciclati vengono illegalmente indirizzati verso i mercati orientali (Corea del Sud e Cina in primis, ma anche India).

Nel frattempo aumentano anche i reati contro gli animali, gli incendi boschivi, i reati contro il patrimonio culturale. E su tutto continua a gravare, pesantissimo, l’aumento dei reati di corruzione.

Photo Credits | Tom [Luckytom] su Flickr

Commenti (2)

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