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Amianto, nuova svolta nel processo Eternit

processo eternit amianto thyssenkruppL’accusa chiede 20 anni di reclusione per i dirigenti del gruppo Eternit Thyssenkrupp Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier condannati in primo grado per omissione dolosa di cautele antinfortunistiche e per disastro ambientale; dopo la riduzione di pena di due settimane fa.
Dopo la riduzione di pena per gli alti dirigenti della Thyssenkrupp Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier e per i loro diretti l’accusa chiede di riportare a 20 anni la durata della reclusione dei colpevoli. Colpevoli della morte di sette operai, avvenuta per risparmiare qualche migliaio di euro in un’azienda come quella della Thyssenkrupp che negli anni ’80 era famosa in tutto il mondo per la produzione di eternit e di cassoni di amianto. I dirigenti non si “ricordarono” di far controllare il funzionamento del sistema antincendio, tanto la fabbrica avrebbe chiuso di lì a pochi mesi. Tuttavia 7 onesti operai persero la vita.

Per una tragedia come questa “mai vista” come ha dichiarato l’accusa, i dirigenti erano stati condannati a 20 anni di carcere, poi la pena era stata ridotta a 16 anni. Ora l’accusa e dunque il procuratore Raffaele Guariniello chiede nel processo d’Appello di rialzare a 20 il tetto di detenzione di Schmidheiny e De Cartier per fare giustizia. Guariniello nella requisitoria ha parlato di un disastro immane, mai visto prima e ha sottolineato come i due imputati

Si sono rappresentati il verificarsi del disastro quale conseguenza certa della loro condotta. Hanno accettato e continuano ad accettare questo immane disastro.

Difatti sarebbe bastato avere i sistemi antincendio funzionanti. Il procuratore ha evidenziato che quella della Thyssenkrupp è stata

Una tragedia che riguarda tutti noi, che continua a seminare morti. Una tragedia che si e’ consumata in Italia, e non solo, sotto un’unica regia e senza che mai fino ad oggi alcun tribunale abbia mai chiamato a risponderne i veri responsabili.

[Fonte: Adnkronos]

[Photo Credit | Thinkstock]

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