Riciclaggio della plastica, un business da un miliardo di euro solo in Italia

di Marco Mancini 3

Quante vale una bottiglia di plastica gettata nel cassonetto della raccolta differenziata anziché nell’immondizia indifferenziata? Da sola poco, ma insieme a tutte le altre che vengono gettate in tutta Italia tantissimo, fino a quasi ad un miliardo di euro ogni anno. È quanto deriva da uno studio del CARPI (Consorzio Autonomo Riciclo Plastica in Italia), il consorzio che riunisce raccoglitori, riciclatori, produttori e sostenitori della raccolta differenziata della plastica, il quale ha recentemente presentato il proprio Libro Bianco intitolato semplicemente “il Riciclo della Plastica”.

Il CARPI riunisce 31 aziende coinvolte nel ciclo di recupero dei materiali plastici nel nostro Paese, all’incirca la metà di tutte quelle che operano in questo settore, ed ha dimostrato come sia conveniente riciclare questo che, è bene ricordarlo, è un derivato del petrolio che, se prodotto ex novo, si rende colpevole dell’emissione di CO2 dovuta all’estrazione e alla lavorazione di questo combustibile fossile.

Oltre ad essere conveniente economicamente, la loro attività è anche importante socialmente dato che queste trentuno società danno lavoro complessivamente a migliaia di persone in tutta Italia. Senza considerare l’indotto visto che, oltre alle persone che raccolgono fisicamente la plastica, la lavorano e la rivendono, ci sono anche tutte le aziende che forniscono macchinari ed altri utensili utili all’attività. Il calcolo approssimativo dice che per ogni lavoratore assunto nel campo del riciclo dei rifiuti, vengono creati 1,74 posti di lavoro nell’indotto, ciò significa che all’incirca 3 nuove persone vengono assunte ogni 2 che entrano nel giro dei rifiuti. Il totale dovrebbe ammontare a quasi ottomila persone, tra dirette e indirette, impiegate nel riciclo in tutta Italia.

Ma cosa si ottiene differenziando la spazzatura? Per quanto riguarda la plastica ad esempio, tolto appena un 15% di materiale di scarto, si possono creare una gran quantità di nuovi prodotti fondamentali come gli imballaggi ed altri tipi di manufatti. Dopotutto la quantità di plastica che si stima sia stata raccolta nel 2011 ammonta ad oltre 745 kt, così di possibilità di realizzare nuovi prodotti ce n’è davvero tanta.

Photo Credits | Getty Images

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