Rischio estinzione specie acquatiche Africa, l’allarme dell’IUCN

di Marco Mancini 7

La perdita della biodiversità è uno dei problemi più impellenti che i Governi di tutto il mondo devono affrontare in questo periodo, forse anche più rispetto all’inquinamento. Fare a meno della biodiversità significa infatti perdere risorse basilari per il sostentamento umano, significa perdite economiche, e soprattutto messa in pericolo di intere aree geografiche.

La situazione poi diventa ancor più preoccupante quando si tratta dell’Africa, come sottolinea l’ultima ricerca pubblicata dall’IUCN (Unione mondiale per la conservazione della natura), la quale ha stabilito che oltre una specie su cinque (circa il 21%) che abita le zone umide del Continente nero è a forte rischio di estinzione.

La ricerca è durata 5 anni ed ha coinvolto oltre 200 scienziati di tutto il mondo, i quali hanno valutato 5.167 specie d’acqua dolce come pesci, molluschi, granchi, libellule e piante acquatiche, le quali garantiscono la sopravvivenza di milioni di persone. I risultati non sono per nulla incoraggianti.

Il primo fattore di rischio è l’agricoltura senza regole, la quale prevede il prelievo non autorizzato dell’acqua dolce dai pochi fiumi e bacini non inquinati, sottraendola non solo alle specie che lì vi abitano, ma anche alla disponibilità di altre persone. Questo può portare in breve tempo a siccità e desertificazione, come è stato dimostrato nel caso emblematico del Lago d’Aral in Asia.

La situazione più preoccupante è quella del Lago Vittoria, uno dei più grandi laghi dell’Africa tanto da estendersi per tre diversi Stati (Tanzania, Uganda e Kenya). Questo enorme bacino è ormai talmente sovrasfruttato che delle 191 specie studiate, i ricercatori ritengono che quasi la metà, il 45%, sia a rischio estinzione o si sia già estinto. La seconda causa di distruzione dell’ecosistema è l’introduzione di specie invasive, come quella del pesce persico del Nilo (Lates niloticus), il quale si calcola abbia causato in 30 anni una forte riduzione delle specie indigene, più della pesca stessa. Se non si dovesse limitare questa distruzione, si calcola che circa 7,5 milioni di persone (solo nell’area dei grandi laghi) rimarranno senza sostentamento, con tutte le conseguenze (guerre, carestie ed emigrazione) che conosciamo.

Fonte: [Ansa]

Commenti (7)

  1. peccato che gli animali si estinguono pero i cacciatori perche gli uccidono non fanno mica del male se li lasciamo stare non ci fanno niente;gli insetti si devono estinguere tranne la libellula la coccinella e la cerambice che è come la coccinella e quindi è un peccato uccidere gli animali

  2. si sono estinti parhecchi animali

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