22 maggio: giornata mondiale della biodiversità

di Redazione 2

aquila

Oggi si celebra anche in Italia, nel silenzio più assoluto, la giornata mondiale della biodiversità. Una giornata voluta fortemente dal WWF e da Legambiente per ricordare a tutti quanto importante sia questa parola che per molti è sconosciuta, e quanto sia fondamentale per il futuro dell’umanità.

Biodiversità non significa soltanto varietà animale. Comprende anche il mondo vegetale, e sotto accusa quindi è il fenomeno della deforestazione, che lentamente sta facendo sparire dal mondo alcune delle specie vegetali più rare. Un esempio? Un secolo fa in Italia avevamo 8.000 tipi diversi di frutta, oggi solo duemila. E non si può stare di certo allegri visto che, secondo Biodiversity international, sono a rischio le famose arance di Catania, le ciliege di Pavia, ma anche delle razze di anguria, limoni, e addirittura anche pere e mele, i frutti più comuni che rischiano di sparire dalle nostre campagne.

Da non dimenticare però anche il rischio che corrono gli animali. Sono circa un centinaio le specie che in Italia rischiano di sparire, e non si tratta di animali rari, ma di aquile, orsi, stambecchi e lupi, fino anche alla famosa tartaruga caretta caretta, la foca monaca, il muflone e tanti altri.

Sotto accusa principalmente è il disboscamento dato che, secondo i calcoli di Legambiente, in Italia ogni anno si perdono 110 km quadrati di terreno, 200 metri quadrati al minuto. Senza contare la liberalizzazione della caccia anche per quelle specie in via d’estinzione. E dire che il nostro Paese contiene in sè un terzo delle specie animali europee e la metà di quelle vegetali, un gravissimo delitto di cui non ci vogliamo e non ci possiamo macchiare.

Non si tratta comunque di un problema solo italiano, ovviamente. In tutto il mondo, stima la Fao, il 75% delle colture si è già perso, e delle 30.000 specie commestibili, solo 30 coprono il fabbisogno del 95% della popolazione mondiale. Il che significa che c’è il rischio di perdere altre migliaia di coltivazioni nel giro di pochi decenni.

Quello che chiedono le associazioni con questa Giornata è una legislazione seria, che parta dai principi enunciati durante il g8 di Siracusa, e vengano messi nero su bianco, per fare i modo che il mondo si accorga del rischio che sta correndo, e trovi una soluzione condivisa per salvare prima di tutto sè stesso.

Fonte: [Ansa]

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