I calcoli sulla sopravvivenza delle specie a rischio sono sbagliati

di Paola P. 2

rinoceronte bianco

I biologi della conservazione possono essere delusi di sè stessi. L’analisi del numero minimo di esemplari necessari per fare sopravvivere una specie nel lungo termine è sbagliato, ed è stato rilevato che le pratiche di conservazione attuali sottovalutano il rischio di estinzione senza consentire di individuare completamente i pericoli derivanti dalla perdita di diversità genetica. Se tale tesi è corretta, significa che il numero di esemplari delle specie minacciate potrebbero diminuire tra non molto tempo.

Lochran Traill dell’Università di Adelaide, in Australia, e colleghi hanno scoperto che per migliaia di specie la dimensione minima vitale di una popolazione (MVP), in cui una specie ha un 90% di possibilità di sopravvivere nei prossimi 100 anni, è di migliaia anziché centinaia di individui. Molti biologi, spiega Traill, lavorano con numeri più bassi, e consentono così rischi di estinzione inaccettabilmente alti.

Se le specie in pericolo di estinzione non saranno portate ad un totale della popolazione delle dimensioni di alcune migliaia, sarà difficile gestire la loro persistenza nel breve termine.

Traill spera che il suo lavoro servirà per

promuovere una maggiore attenzione sulle scarse risorse disponibili verso le popolazioni che hanno bisogno di attenzione in questo momento.

Jean-Christophe Vié della IUCN Species Programme dice che vale ancora la pena di investire nella protezione di specie molto rare, dato che questo può avere ampie implicazioni positive per interi ecosistemi, anche se la sopravvivenza della specie che si sta proteggendo è incerta.

La squadra di Traill spera che accettare un numero elevato di esemplari come base per la sopravvivenza a lungo termine aiuterà nella politica di conservazione, fornendo un controllo sulla realtà, anche se i vincoli politici o logistici possono rendere improbabile che questi obiettivi possano essere facilmente raggiungibili.

L’esplicita accettazione delle condizioni genetiche e demografiche di specie vulnerabili, può portare ad un aumento delle dimensioni o del numero delle aree protette. E’ anche importante ricordare che i 5.000 esemplari non è necessario che siano presenti in una vasta area, ma possono vivere come una metapopolazione [un insieme di popolazioni in una regione], fintanto che resta il trasferimento genetico. Questo può essere fatto attraverso la dispersione artificiale, come i programmi di ricollocazione in altro luogo del rinoceronte bianco e nero, nel Sudafrica.

Fonte: [New Scientist]

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>