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Inquinamento acustico: quali soluzioni?

 
Paola P.
11 gennaio 2010
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inquinamento acustico da traffico

Ultimamente si sente sempre parlare di inquinamento, ma riferito più che altro a quello ambientale. E’ vero che questo è preoccupante perché può portare a diverse conseguenze alla Terra e alla nostra salute, ma non va dimenticato che c’è un altro tipo di inquinamento che, seppur più moderatamente, può comportare diversi problemi alla nostra salute, quello acustico.

La legge italiana prevede diversi livelli di rumore, misurati in decibel, a seconda dell’attività, ma diciamo che i livelli considerati pericolosi per le nostre orecchie vanno dagli 80 decibel in su. Per capirci, basti pensare che il rumore di un elettrodomestico medio è intorno ai 40 decibel, quello di una conversazione intorno ai 60 e quella del traffico cittadino sugli 80. Poi però ci sono diverse attività che alzano di molto questo livello, come il rumore dei treni, intorno ai 110-120 decibel, o quello di uno sparo con 140, fino ai 300 dell’esplosione di un vulcano.

Le conseguenze sono diverse, e possono essere dei semplici disturbi o fastidi, problemi lievi come un semplice ronzio nelle orecchie o una sensazione di avere l’udito ovattato, fino a problemi più grandi, come quelli provocati da un’esposizione prolungata a dei rumori molto forti, che può arrivare fino alla perdita dell’udito.

Come fare per evitare tutto questo? Se per alcune fonti, come l’esplosione vulcanica, non possiamo farci granché, per altre siamo noi direttamente che possiamo agire. Ad esempio, per quanto riguarda il traffico, una delle principali fonti di rumore dei nostri tempi, c’è la possibilità di costruire delle barriere lungo le strade, le quali a prima vista possono risultare sgradevoli, ma che, è stato dimostrato, sono in grado di abbassare il livello di decibel percepito da chi vive vicino alle strade, e trattiene anche parte dell’inquinamento atmosferico.

Altre soluzioni possono essere quelle di limitare il traffico cittadino, con le targhe alternate o impedendo l’accesso a determinate aree ai non residenti, educare gli studenti delle scuole guida a guidare in maniera meno “rumorosa”, evitando ad esempio lo stridio dei pneumatici o di portare al massimo dei giri il motore in accelerazione. Può essere utile  installare un rilevatore di suoni nei luoghi pubblici o negli uffici. Qui gli impiegati, dovendo starci per ore, non possono essere esposti ad alti livelli di rumore, il quale dev’essere ben al di sotto degli 80 decibel. Altre soluzioni possono essere quelle restrittive, come le multe per chi fa troppi rumori; tenere le industrie lontane dalle città; oppure utilizzare alcuni dei mezzi che la tecnologia moderna ci offre, come i silenziatori per i rumori domestici.

Il campo dell’inquinamento acustico è in continua evoluzione perché è da sempre il meno studiato, e per questo ha maggiori potenzialità di crescita. Oggi abbiamo già disponibili alcune soluzioni, ma domani potranno essere molte di più.

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