Inquinamento acustico e elettromagnetico: non solo smog, c’è il radon

di Daniela L. 1

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Siamo tutti a conosccenza del tasso di inquinamento atmosferico nelle nostre città e il primo indiziato che ci viene in mente è sicuramente lo smog, con cui ci troviamo a lottare ogni giorno, dovendo rinunciare sempre più spesso alla comodità nell’uso dell’auto. C’è però un altro fattore di inquinamento, di cui ben poco se ne sente parlare anche se ne veniamo costantemente colpiti nello svolgersi frenetico della nostre attività, mi riferisco all’inquinamento acustico ed a quello elettromagnetico.



Sappiamo tutti che nella nostra vita quotidiana siamo continuamente esposti a mille forme di rumore, anche se il suo percepirsi è sicuramente legato a fattori soggettivi. Pensiamo al rumore del traffico, quello derivante da impianti industriali e artigianali, al rumore prodotto dai locali notturni o da manifestazioni e concerti.

Ad oggi non ci sono dati certi che ci fanno affermare che tutte queste sollecitazioni a cui è sottoposto il nostro udito, portino danni fisici, ma sicuramente possiamo affermare che tutto questoo ci procura un danno, un disturbo, un “annoyance” che ha i suoi maggiori effetti sul nostro stato socio-psicologico.

All’effetto dell’inquinamento acustico si affiancano quelli dell’inquinamento elettromagnetico che negli ultimi anni si è reso più protagonista degli studi di settore in seguito allo svilupparsi di accessori dotati di antenne, basti pensare agli stessi telefoni cellulari, oggetto che abbiamo praticamente sempre ad una distanza molto ravvicinata del nostro corpo, al quale si aggiungono i numerosi campi elettromagnetici generati dalle televisioni, e non da ultimo dai nuovi impianti wireless di trasmissione, in forte sviluppo sul nostro territorio.

Se ci fermiamo un attimo a pensare a quanti elettrodomestici, piccoli e grandi, abbiamo nelle nostre abitazioni, capiamo subito a quanti onde elettromagnetiche, con frequenze più o meno basse siamo esposti tutti i giorni.

Ultimamente una grossa attenzione è stata rivolta dagli studiosi verso un particolare agente inquinante: il radon, un gas radiattivo, derivante dall’uranio, sempre presente nella crosta terrestre e che nell’atmosfera si scioglie rapidamente ma che negli ambienti chiusi, tende ad accumularsi provocando addensamenti notevoli che risultano essere molto nocivi per l’uomo principalmente a livello polmonare.

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