Bayer-Monsanto, cosa cambia per agricoltura e chimica

di Michele Costanzo Commenta

Grandi numeri attorno all'acquisizione di Monsanto da parte di Bayer. Ma anche nuove prospettive per l'agricoltura e nuovo lavoro per le autorità antitrust.


L’accordo con cui la tedesca Bayer acquisirà l’americana Monsanto è uno degli eventi economici che resterà negli almanacchi di questo 2016. Questo sia per la dimensione generale dell’operazione sia per le molte implicazioni che la fusione tra le due società avrà in diversi settori come l’agricoltura, la chimica e la farmaceutica. Allo stato attuale è molto difficile fare ipotesi su come questi settori verranno influenzati dall’accordo tra Bayer e Monsanto anche perché la stessa operazione di acquisizione non si concretizzerà in breve tempo e dovrà comunque ottenere l’autorizzazione di tutti gli organismi antitrust coinvolti. Il potenziale della fusione è comunque particolarmente alto dal momento che mette assieme le risorse di una delle prime aziende chimiche al mondo con uno dei maggiori produttori di sementi e prodotti per l’agricoltura.

8 implicazioni dell’accordo Bayer-Monsanto

Il comunicato congiunto delle due aziende che da notizia dell’accordo pone molta rilevanza sul settore dell’agricoltura. In questo campo Bayer e Monsanto appaiono notevolmente complementari dal momento che coniugano la posizione di leadership della società americana nel campo delle sementi e quella della società tedesca nel settore dei prodotti chimici per l’agricoltura. Peraltro anche la stessa Monsanto è storicamente attiva nello sviluppo di prodotti chimici tanto da aver detenuto il brevetto sull’erbicida glifosato fino allo scadere della sua validità. Come ben noto questa sostanza è al centro di un complesso dibattito sia scientifico che politico nell’Unione Europea

1. Convergenza per l’agricoltura
Uno sviluppo congiunto delle sementi Monsanto e dei prodotti chimici per l’agricoltura di Bayer potrebbe portare una serie di vantaggi in termini di produttività in agricoltura. L’esperienza delle due società si integrerebbe su scala mondiale con una possibile offerta congiunta di sementi e prodotti di protezione delle colture da integrare con la digitalizzazione dell’agricoltura. Sul versante opposto questo stesso percorso potrebbe però introdurre nuovi vincoli di compatibilità limitando le possibilità di scelta degli agricoltori.

2. Innovazione più veloce
L’unione di Bayer e Monsanto porterà alla nascita di un colosso globale del settore in grado di mettere sul campo investimenti per 2,5 miliardi di euro all’anno in ricerca e sviluppo. Ne potrà derivare un più rapido sviluppo di soluzioni innovative in grado di rinnovare le basi dell’agronomia offrendo sul medio-lungo termine una maggiore resa, una migliore protezione dei raccolti e una maggiore sostenibilità ambientale.

3. Agricoltura per un mondo in crescita demografica
Nella nota congiunta tra le due società viene sottolineato come una delle più grandi sfide dell’agricoltura moderna sarà quella di fornire sostegno ad ulteriori tre miliardi di persone che popoleranno il pianeta da qui al 2050. L’ammodernamento dell’agricoltura è stato e sarà un presupposto fondamentale per sostenere l’aumento demografico del pianeta. Anche se a molti lo scenario non piace, è comunque vero che nelle colture OGM e nell’innovazione dell’agricoltura sono riposte molte speranze in questo senso.  C’è anche chi ipotizza che il nuovo player Bayer-Monsanto possa ammorbidire la posizione europea sugli OGM favorendo l’ingresso di queste colture nei nostri mercati anche in forza ai grandi interessi economici che vi ruotano attorno.

4. Chimica e farmaceutica
Oltre che nel settore agricolo le attività di Bayer spaziano nella chimica (in particolare nei polimeri) e nella farmaceutica (la casa tedesca è universalmente nota tre le altre cose per aver creato l’aspirina). Non è semplice ipotizzare le implicazioni che l’acquisizione di Monsanto potrebbe avere su questi settori anche se in generale l’incremento di conoscenze e brevetti che ne deriverà potrebbe tradursi in un vantaggio competitivo. Alcuni, come scrive ad esempio Il Fatto Quotidiano, temono però che i settori di attività di Bayer e Monsalto possano trovarsi tra loro in conflitto.

5. Aumento del valore economico
Le due società mostrano grande fiducia nel potenziale economico della fusione delle rispettive attività. Si stima in particolare che che già nel primo anno pieno dopo l’acquisizione la nuova società potrà generare una crescita dell’utile per azione; lo stesso dovrebbe aumentare a doppia cifra già nel terzo anno. Aldilà delle difficili previsioni è evidente che sia Bayer che Monsanto vedono nell’unione delle rispettive forze un motore per aumentare la competitività sul mercato.

6. Un settore in fase di riassetto
L’accordo tra Bayer e Monsanto arriva all’interno di un quadro che ha visto notevoli convergenze societarie. Come ricorda Il Post, nel settore dei prodotti chimici per l’agricoltura in tempi recenti si è registrata l’acquisizione di Syngenta da parte di China National Chemical Corporation e la fusione tra le statunitensi DuPont e Dow Chemical. L’intero settore è quindi in una fase di riassetto che sta concentrando maggiormente competenze e capacità produttive legate all’agricoltura.

7. Occupazione tra Europa e USA
In base agli accordi tra Bayer e Monsanto la società che nascerà dopo l’acquisizione avrà una struttura policentrica. Il settore delle sementi (ed i comparti ad esso legati) continuerà ad avere sede in Nord America. Il settore dei prodotti chimici per l’agricoltura manterrà il suo centro in Germania. Infine il promettente campo dell’agricoltura digitale avrà centro negli USA (in California). Questo assetto dovrebbe quindi offrire delle tutele anche ai livelli occupazionali delle sue società in Europa e Stati Uniti. Tra lavoratori e sindacati è comunque alta l’attenzione per un processo di aggregazione che potrebbe anche tradursi in tagli nelle posizioni lavorative duplicate nelle due aziende.

8. In attesa dell’antitrust
Un’operazione come la fusione tra Bayer e Monsanto rischia inevitabilmente di creare una posizione di forza sul mercato. Un rischio che in Italia ad esempio è stato sollevato anche dalla Confederazione Italiana Agricoltori. Altrettanto indimenticabilmente l’accordo andrà quindi vagliato dalle autorità antitrust in USA ed Europa, e solo dopo le rispettive autorizzazioni potrà diventare operativo. Non è raro che, a tutela della concorrenza, questi processi si traducano in richieste precise di cessione a terzi di parte delle attività come è avvenuto anche di recente con la fusione tra Wind e H3g in Italia.

I numeri dell’accordo tra Bayer e Monsanto

In termini economici Bayer acquisirà Monsanto pagando 128 dollari per azione pari a complessivi 66 miliardi di dollari. Rispetto alla quotazione del 9 maggio, questa cifra corrisponde ad un premio del 44%. L’operazione sarà sostenuta in parte in capitale ed in parte in debito. La chiusura dell’operazione è attesa entro la fine del 2017.

Aggiornato il 17.09.2016

Photo | Thinkstock

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