Elezioni 2013, il programma ambientale di Rivoluzione Civile di Ingroia

di Redazione 1

Chiudiamo la nostra rassegna sui programmi ambientali dei politici che si apprestano a sfidarsi alle urne con il programma elettorale di Ingroia di Rivoluzione Civile. L’ex pm, vista la sua professione praticata fino ad un paio di mesi fa, ha impostato la maggior parte delle sue politiche sulla legalità e la lotta alla mafia, ma ha inserito tra i vari punti anche alcuni aspetti legati alla società civile. Nel programma il punto dedicato all’ambiente prevede essenzialmente 6 aspetti: stop al consumo di suolo e di risorse, tutela del paesaggio, stop ai progetti inutili come la TAV, pubblicità dei beni comuni, risparmio energetico e mobilità sostenibile. Andiamo ad analizzarli più nel dettaglio.

Ci basiamo sulla sezione del suo sito dedicata all’ambiente, dato che sul programma se ne fa solo un cenno. L’impressione è che questa sezione verrà affidata ad Angelo Bonelli, leader dei Verdi, entrato in coalizione con Ingroia, per poter lasciare l’ex magistrato libero di occuparsi di altri settori. In generale la stella polare è Berlusconi, e cioè fare tutto l’opposto di quello che ha fatto lui. Dunque stop alle trivellazioni facili e alla cementificazione, addio alle grandi opere come la TAV Torino-Lione o il Ponte sullo Stretto di Messina, ma effettuare una tutela del territorio più massiccia.

Le emergenze ambientali e sanitarie (dal caos rifiuti all’Ilva) devono essere affrontate con politiche ambientali e non trattate come emergenze come accaduto negli ultimi anni. L’obiettivo è realizzare politiche durature come ad esempio favorire le coltivazioni biologiche per rilanciare l’agricoltura in Italia, dunque opposizione agli OGM, con corsi di educazione alimentare da tenere sin dalle scuole.

Oltre alla lotta allal mafia, battaglia che Ingroia porta avanti dall’inizio della sua carriera, bisogna combattere anche l’Ecomafia, cioè quelle organizzazioni che speculano sul traffico di rifiuti pericolosi, discariche abusive ed altri aspetti simili che fanno perdere al nostro Paese miliardi di euro in beni pubblici e salute. Tra gli obiettivi c’è anche la redazione di nuovi piani urbanistici, monitoraggio delle coste a rischio erosione e del dissesto idrogeologico del Paese per evitare disastri come quelli alle Cinque Terre o le alluvioni in Sicilia.

Ma il concetto della difesa dell’ambiente si deve allargare anche agli animali, con una maggior tutela, ed ai beni pubblici come l’acqua che non deve finire in mano ai privati. Il tutto in un’ottica di rilancio dell’economia che però non sia come quella a cui siamo stati abituati in questi anni, ma più basata sulla Green Economy, cioè creando occupazione in lavori di tutela del territorio e per lavorare ad un servizio comune e non più per l’interesse di pochi.

[Fonte: Rivoluzione Civile]

Photo Credits | Getty Images

Commenti (1)

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