Eolico off-shore, potrebbe produrre 4 volte il fabbisogno europeo

di Redazione Commenta

L’eolico off-shore potrebbe arrivare a fornire energia tale da coprire 4 volte il fabbisogno energetico europeo: la stima arriva dall’EWEA, l’European Wind Energy Association, che nel suo rapporto Deep Water spiega come i progetti per le nuove turbine in mare costino relativamente poco e possano produrre enormi quantità d’energia.

Parlando di eolico off-shore con turbine galleggianti ancorate a sottostrutture, l’Europa si dimostra molto indietro: solo 5 GW di capacità installata, sebbene il settore sia in forte crescita e per il 2020 potrebbe arrivare, secondo alcune stime, a 40 GW di capacità. Eppure si potrebbe fare molto, moltissimo di più per l’eolico off-shore in acque profonde. Come spiega Jacopo Moccia, capo di analisi politica dell’European Wind Energy Association

è di vitale importanza che venga definito un chiaro quadro normativo che gestisca la politica energetica dopo il 2020 e che fissi dei vincoli obbligatori per lo sviluppo di fonti energetiche alternative entro il 2030, solo così il settore dell’eolico offshore in acque profonde, prosegue Moccia, potrà crescere e garantire benefici a tutta l’Unione.

L’eolico off-shore in acque profonde secondo il rapporto Deep Water potrebbe fornire energia a 145 milioni di famiglie e creare quasi 320 mila posti di lavoro. Ma servono, sempre stando allo studio, nuove procedure di autorizzazione per aiutare a diffondere le nuove turbine, i modelli in grado di funzionare in profondità marine di oltre 50 metri. Da poco nel Tamigi si è celebrata l’inaugurazione del più grande parco eolico off-shore di tutto il globo, e gli esperti concordano nel ritenere il Mar Baltico e i Mare del Nord come ottime location per questo genere di installazioni.

Stando al rapporto EWEA, l’eolico off-shore potrebbe dare molto in un futuro prossimo all’Europa, ma siamo ancora nettamente arretrati. Si riuscirà a ottenere una svolta anche in questo settore? Lo sviluppo e alcuni indizi di cambiamento non mancano, ma è ancora presto per dirlo.

Photo credits | Ian munroe su Flickr

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