G8 de L’Aquila: cosa aspettarci sul clima

di Marco Mancini Commenta

I leader del G8 si riuniranno questa settimana a L’Aquila e sul tavolo, tra le altre questioni, ci saranno le proposte su cosa questi Paesi ricchi potranno fare per fermare i cambiamenti climatici. Siamo a circa 150 giorni dai negoziati internazionali sul clima di Copenaghen, ed è ben noto che, in assenza di leadership del G8, non vi sarà alcuna trattativa efficace. Ecco dunque cosa possiamo aspettarci dal meeting italiano.

La grande novità di questa settimana è che gli Stati Uniti sono ora disposti a firmare la proposta del G8 (finora sempre respinta da Bush) sull’obiettivo che porta alla limitazione dei famosi 2 gradi Celsius come aumento “autorizzato” della temperatura globale. Una cifra considerata dall’Unione europea e da molti scienziati del clima, come il punto di non ritorno.

Nel corso di una riunione del G8 dello scorso anno, i Paesi hanno concordato una “visione comune” per il taglio dei gas a effetto serra entro il 2050, ma la Cina, l’India e il Brasile, si sono rifiutati. A distanza di un solo anno questi paesi, secondo il WWF, hanno posto come obiettivo di dimezzare le proprie emissioni entro il 2015 e tentare di arrivare il più vicino possibile allo zero entro il 2050. L’Italia, secondo il WWF, è l’unico paese del G8 che è sulla buona strada. Gli Stati Uniti, al contrario, sono quelli più indietro. Il progetto di legge ha l’obiettivo di ridurre di solo il 4% le emissioni entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990. Esso contiene inoltre grandi quantità di compensazioni che, se pienamente utilizzate, significherebbero che gli Stati Uniti non potranno ridurre le emissioni per decenni.

Gli altri grandi temi al G8 saranno il finanziamento per i Paesi in via di sviluppo per la mitigazione dei cambiamenti climatici, l’adattamento, e il trasferimento di tecnologia; a breve termine e a lungo termine, saranno fissati gli obiettivi di riduzione delle emissioni e il finanziamento al fine di evitare la deforestazione tropicale, responsabile per il 20% delle emissioni globali. WWF e altri gruppi stimano che questi Paesi industrializzati dovranno sborsare circa 140 miliardi di dollari all’anno per raggiungere tale obiettivo.

Nella lettera inviata al leader del G8 del mese scorso, il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha chiesto loro un “ambizioso impegno” per limitare le emissioni di gas serra dal 25 al 40% che secondo il gruppo di esperti intergovernativi sui cambiamenti climatici (IPCC ) saranno i limiti per scongiurare gli effetti peggiori del riscaldamento globale.

Fonte: [Treehugger]

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