Di nuovo una notizia interessante e decisamente Green: dopo le riciclelle, le patate ottenute dal compostaggio dei rifiuti domestici, arrivano anche i cosmetici ecologici, ricavati dai residui degli scarti agricoli.
Dai residui alimentari è possibile anche produrre contenitori per alimenti, o combustibili, occorre solo aver voglia di investire nelle biotecnologie e nella Green Economy, come fa da parecchi anni la regione Emilia Romagna.Nelle bioraffinerie emiliane vengono estratti dalle molecole dei residui alimentari tutte quelle sostanze utili per produrre nuovi oggetti di uso quotidiano. Il riciclaggio di questi rifiuti non solo è salutare per l’ambiente perché non usa additivi e sostanze tossiche o dannose per la natura, ma anche perché abbatte la quantità di rifiuti da smaltire. Queste soluzioni e nuove ricerce nel campo delle biotecnologie, sono state affrontate nell’ultimo convegno che si è tenuto il 23 luglio a Bologna, “Chimica verde: dalla biotecnologia nuove risorse per l’industria“.
Alla tavola rotonda e alle discussioni sulla Green Economy ha preso parte ASTER (Rete regionale per l’Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna), la società consortile tra la regione, le Università , il CNR (consiglio Nazionale delle Ricerche, l’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), l’Unione regionale delle Camere di Commercio e le Associazioni imprenditoriali dell’Emilia Romagna. Come ha spiegato Paolo Bonaretti, direttore di ASTER
Nella nostra regione la Green Economy sta avanzando rapidamente, grazie anche al contributo delle Università e alla loro capacità , che la Rete Alta Tecnologia promuove e sostiene, di connettersi con il mondo delle imprese.
Lo sviluppo dell’economia verde punta sulle bioplastiche e sui polimeri, un binomio su cui l’azienda Novamont, il cui motto è “Chimica Vivente per la Qualità della Vita“, ha creato il suo business. I prodotti in plastica-bio sono realizzati da componenti vegetali, quali l’amido di mais e i polimeri biodegradabili, naturali al 100% e totalmente compostabili. I settori di applicazione sono moltissimi: dai piatti e le posate usa e getta, ai giocattoli, agli imballaggi per frutta e verdura. I ricercatori del dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna hanno inventato lo spin off Phenbiox, un macchinario capace di estrarre dalla crusca e dall’uva rossa molecole di antiossidati fenoliche, da riutilizzare per la produzione di cosmetici ecologici. Altri traguardi per la Green Economy e per la produzione di cosmetici compatibili con il corpo, 100% chemical free, sono stati raggiunti dal gruppo Hi-Tech Organics che ha messo a punto il progetto Italian Ethical Luxury, che coinvolge più aziende cosmetiche internazionali. I combustibili-bio sono prodotti nel nostro Paese principalmente da due impianti, uno dei quali si trova in Emilia Romagna, la Caviro Distillerie che produce bioetanolo da scarti agricoli. Per la produzione di contenitori per alimenti biodegradabili e packaging l’azienda leader è la Coopbox Group. Un futuro sostenibile è dunque possibile.
[Fonte: AGI News]