
La battaglia più attuale di Greenpeace in questi ultimi tempi è quella contro il nucleare. Oltre ai manifesti ironici sulla Polverini, candidata del centrodestra alla Regione Lazio, che inneggiano al ritorno al nucleare, le iniziative dell’associazione ambientalista sono state molteplici. Gli attivisti italiani infatti sono andati a protestare in gommone a Venezia, hanno avviato una raccolta firme che ha superato le 40 mila adesioni, e hanno attivato una “Nuclear Hotline“, un numero verde (800.864.884) per lasciare il proprio messaggio contro il nucleare da presentare ai politici candidati alle elezioni.
Oltre a tutto questo, e alla raccolta di firme di personaggi famosi del mondo dello spettacolo (Lello Arena, Bernardo Bertolucci, Andrea Camilleri, Ascanio Celestini, Elio Germano, Beppe Grillo, Sabina Guzzanti, Diego Parassole e Valerio Mastandrea), Greenpeace ha stilato anche i 10 motivi per cui bisogna essere antinucleari. Li troverete dopo il salto.
- Il nucleare è molto pericoloso (ricordate Cernobyl? Oltre ai disastri, è indubbio l’aumento dei casi di leucemia nei pressi delle centrali nucleari);
- Il nucleare è l’energia più sporca (la spacciano per energia pulita, ma le scorie radioattive sono molto più pericolose della CO2);
- E’ la fonte che genera meno occupazione (le centrali rinnovabili producono 10-15 volte il numero dei posti di lavoro del nucleare);
- E’ troppo costoso (il costo effettivo sarà il doppio di quello promesso dal Governo, senza considerare i costi dello smaltimento dei rifiuti radioattivi);
- Non è necessario (le fonti rinnovabili produrranno al 2020 il triplo dell’energia del nucleare);
- E’ una falsa soluzione per il clima (entreranno in azione nel 2020 in Italia, ma per quella data dovremmo già aver abbassato le emissioni);
- Non genera indipendenza energetica (diventeremmo dipendenti dall’uranio, visto che non ce n’è in Italia);
- E’ una risorsa limitata (l’uranio si esaurirà in poche decine di anni, anche prima del petrolio);
- Il nucleare non ha il sostegno dei cittadini (al referendum gli italiani hanno detto di no, e sicuramente se oggi ce ne proponessero un altro, il risultato non cambierebbe);
- Più è lontano, minori sono i rischi (non è vero che i pericoli del nucleare ci sono ugualmente perché le centrali francesi sono al confine con l’Italia. Le Alpi sono una importante barriera che, in caso di disastro, limiterebbero molto i danni, lasciando colpire soltanto le zone più vicine alle centrali; se le costruissimo in Italia, non ci sarebbero barriere e verremmo colpiti tutti).
Ancora dubbi sulla liceità del nucleare?