Ilva, il Riesame parla di governo ombra, confermato il mega sequestro

di Redazione Commenta

Ilva, arriva la sentenza del Riesame sul megasequestro da 8,1 miliardi di euro per le mancanze dell’Ilva sotto il profilo ambientale e della sicurezza sul lavoro. Per il Riesame esiste un governo ombra dell’impianto, un governo aziendale occulto riconducibile alla famiglia Riva.

Per l’Ilva nuova mazzata: il Riesame non solo ha confermato lo storico megasequestro da 8,1 miliardi di euro, ma anche speso parole dure e significative in merito alla gestione dell’azienda, che definire poco trasparente è dire poco. Il Riesame parla infatti di un “governo aziendale occulto“, ovvero di una

struttura ombra costituita da soggetti denominati ‘fiduciari’ non inquadrati nell’organizo di Ilva spa, ma riconducibili direttamente alla proprietà e alla famiglia Riva.

Vi sono delle figure quindi che sebbene appaiano formalmente distaccate, sono in realtà molto addentro agli affari dell’Ilva, se non in ruoli di effettivo governo dell’azienda. Come infatti riporta la Guardia di Finanza di Taranto in delle note informative tali individui

di fatto governavano il siderurgico, impartendo le necessarie disposizioni, occupando alloggi nella provincia di Taranto che risultavano formalmente ‘uffici in attività’ della Riva Fire spa.

Tra queste personalità vi è Lanfranco Legnani, che, attenzione attenzione, “oltre a essere componente dell’organismo di vigilanza Ilva”, si legge nella sentenza del Riesame, “ricopriva anche l’incarico di ‘direttore ombra’ dello stabilimento”. Ma, ci si starà chiedendo, a chi fanno riferimento queste personalità, questi fiduciari?

L’opinione che sebbene i Riva si siano dimessi e i loro incarichi ufficialmente siano cessati, comunque abbiano continuato a governare saldamente lo stabilimento, sembra trovare conferma. Secondo quanto emerge della indagini tali figure sarebbero fiduciari della Riva Fire. Ovvero della famiglia Riva.

Non solo viene confermato il megasequestro sui beni dei Riva, quindi, ma si scoprono nuove, ennesime operazioni opache nella gestione di uno degli stabilimenti più grandi e inquinanti di tutto il continente.

Photo credits | Getty Images

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