Linee guida fonti rinnovabili: Lipu scrive alle Regioni

di Fil 2

Sia sull’eolico, sia sulle altre fonti rinnovabili, al fine di salvaguardare non solo l’ambiente ed il paesaggio, ma anche la biodiversità, la LIPU ha scritto alle Regioni affinché, a partire dall’1 gennaio del prossimo anno, possano adottare con urgenza le linee guida. In particolare, LIPU-BirdLife ha inviato la lettera sia alle commissioni consiliari, sia ai Presidenti delle Regioni ed agli assessori competenti, affinché con le linee guida si possa mettere ordine allo sviluppo degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili senza che questo possa avvenire in maniera incontrollata.

Unitamente all’adozione delle linee guida sulle rinnovabili, inoltre, la LIPU nella lettera ha altresì sottolineato l’importanza e la necessità di definire anche tutte quelle aree in corrispondenza delle quali gli impianti non possono essere realizzati; stiamo parlando chiaramente di tutte quelle aree protette a vario titolo a partire da quelle Unesco e passando per quelle che risultano essere sottoposte a vincolo idrogeologico, aree archeologiche e quelle dove sono presenti dei monumenti.

Secondo quanto dichiarato dal Presidente di LIPU-BirdLife Italia, Giuliano Tallone, lo sviluppo incontrollato degli impianti di produzione di energia, dall’eolico al fotovoltaico e passando per l’idroelettrico, generano ripercussioni gravi sul paesaggio, ma anche sull’identità rurale così come già avvenuto in estesi comprensori del Sud Italia.

La Lega Italiana Protezione Uccelli nella lettera non tralascia inoltre il fatto di sollecitare le Regioni ad una maggiore attenzione alla tutela di quelle aree che rappresentano per le specie di uccelli, in particolar modo per quelli rari e per quelli di grande interesse conservazionistico, dei siti riproduttivi di specie. Questo significa che ogni Regione deve andare a codificare le linee guida sulle rinnovabili valutando l’incidenza anche in base a casi specifici come ad esempio, per l’idroelettrico, l’applicazione del divieto a sbarrare gli ultimi corsi d’acqua dove si rileva la presenza della lontra.

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