La Mars diventa ecologica

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Chi l’ha detto che le multinazionali sono tutte inquinanti, sfruttatrici e senza scrupoli? Certo qualcuno, forse la maggior parte, lo sarà, ma c’è anche chi si può riconvertire, come la Mars. L’azienda del cioccolato più famosa al mondo, che annovera decine di prodotti diversi, non soltanto il tipico cioccolatino che porta il suo nome, ha deciso di darsi all’ecologia, e per farlo si è rivolta a degli esperti.

In particolare ad uno, Howard-Yana Shapiro, fondatore della “Seeds for change” (Semi per il cambiamento), un’azienda produttrice di cibo biologico, che basa la sua attività sull’agricoltura sostenibile e la difesa dell’ambiente, ma che non si occupa soltanto di produrre cibo. La sua “mission” è principalmente quella di far conoscere le proprietà del cibo biologico e di diffondere i valori dell’ecologia in tutto il mondo. Fautore di tutto questo cambiamento è stato proprio Shapiro, che con la sua mentalità hippy è riuscito a far avvicinare anche un’enorme azienda come la Mars, dopo battaglie durate almeno 10 anni, all’ecologia.

Se infatti Shapiro predica l’ecologia già dagli anni ’60, la transazione avvenuta nel 1997 con l’accorpamento di Seeds for Change nella Mars aveva fatto sospettare che tutti gli obiettivi verdi sarebbero stati gettati nel cestino dell’immondizia. Le critiche non sono mancate, ma Shapiro lavorava nell’ombra, nel tentativo di far virare la politica della Mars verso i suoi obiettivi ed ora, a distanza di oltre 10 anni, ci è riuscito.

I risultati che l’azienda ambientalista è riuscita ad ottenere sono stati salario minimo per i coltivatori di cacao, di solito sempre sottopagati dalle multinazionali, biodiversità nello sviluppo dell’agricoltura e la conservazione delle falde acquifere. Tutti questi impegni saranno controllati dall’organizzazione Rainforest Alliance, la stessa che combatte al fianco del Principe Carlo nella sua battaglia in difesa dell’ambiente, ma che attesta anche i prodotti di mezzo mondo come rispettosi delle regole ecologiche. Ovviamente la speranza non è che ci si fermi qui, ma che, trainate dal colosso Mars, anche le altre multinazionali seguano l’esempio, e si convertano alla produzione sostenibile.

Fonte: [Repubblica]

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