Olkiluoto, la centrale nucleare più grande del mondo che crolla per un temporale

di Redazione 7

E’ incredibile che si continui a puntare sul nucleare nel mondo, ed è ancora più incredibile che ci si fidi di Areva, un’azienda che non ha mai dimostrato nulla ma che anzi, ha dimostrato una completa inaffidabilità. Sotto accusa, da molti anni ormai, è la centrale nucleare di Olkiluoto, in Finlandia, che sarebbe dovuta essere la più grande al mondo. Sarebbe, appunto.

Infatti la data del suo completamento era prevista nel 2005 ma oggi, a 4 anni di distanza, non solo i lavori non sono stati ultimati, ma non si vede nemmeno la luce alla fine di questo tunnel. I ritardi sono stati accumulati a causa di incongruenze rispetto ai progetti, imperfezioni nelle costruzioni e tanti altri motivi che per una centrale nucleare, la più pericolosa al mondo, sono molto gravi.

Se infatti mettere in sicurezza un reattore nucleare è fondamentale, figuriamoci quanto possa essere rendere sicura la più grande centrale nucleare del mondo. In quasi 4 anni il costo si è raddoppiato, la costruzione dei sistemi di controllo elettronico non è stata ancora nemmeno iniziata, e già 2.100 sono state le “non conformità” al progetto originario che si sono susseguite.

In una lettera dell’autorità sulla sicurezza nucleare STUK, quindi mica di un’associazione ambientalista, si chiede la revoca dell’autorizzazione alla costruzione all’Areva, azienda francese che ha ricevuto l’appalto per la costruzione, per le perplessità sulla stessa progettazione, oltre che sulla realizzazione, e per la mancanza di professionalità dell’azienda stessa. Vi diciamo tutto questo perché da anni la stessa Areva va in giro per il mondo a millantare le sue capacità di produrre centrali nucleari sicure e pulite, e molti Paesi, tra cui l’Italia, hanno abboccato a questa “trappola”, e stanno iniziando progetti proprio con lei per costruire centrali nucleari con le stesse modalità. Ma andiamo a vedere finora quali sono stati i problemi riscontrati.

L’aspetto più incredibile si ha nel contenimento con liner in acciaio. Alcune saldature fatte a mano sono troppo distanti rispetto agli standard di sicurezza, e addirittura sono crollate a seguito di un semplice temporale. Figuriamoci cosa sarebbe accaduto se questo fosse successo quando la centrale era già in funzione. Il generatore di vapore non rispondeva agli standard di qualità, sono state fatte delle riparazioni e da tempo ormai è fermo, senza che nessuno dia spiegazioni al pubblico.

Ma ancora, 6 mesi di ritardo solo per problemi nella cementificazione esterna per il contenimento; i 5 pezzi che servono per la pressurizzazione sono stati controllati dalle tre aziende responsabili della centrale. Esse non hanno trovato alcunché di anomalo, ma al primo tentativo di farli funzionare, 4 su 5 si sono rivelati non funzionanti e sono stati sostituiti. Ma abbiamo anche errori di progettazione nelle fondamenta dell’edificio, che è troppo poroso e fa entrare l’acqua; 5 pezzi su 6 del vessel a pressione sono stati rifatti perché non rispondenti agli standard di qualità; i tubi del circuito di raffreddamento sono troppo scarsi e già il solo test è rischioso, e quindi si è dovuto rifarli daccapo; le turbine nelle fondamenta dell’edificio si riempivano d’acqua e sono state rifatte da zero.

Queste e molte altre problematiche hanno incrementato il costo per i finlandesi di 3,5 miliardi di euro in più rispetto a quanto già dovevano pagare all’inizio. Ma ancora più grave sarebbe stato se i problemi riscontrati ora si dovessero verificare quando la centrale sarà già in funzione. Questa è la centrale nucleare sicura, la stessa che il nostro Governo ha intenzione di costruire in Italia. Allora, quanti la vogliono ancora?

Fonte: [Greenpeace]

Commenti (7)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.