Nucleare, in USA i cittadini mandano in pensione 2 reattori

di Marco Mancini Commenta

Se c’è un Paese al mondo che non riesce proprio a fare a meno dell’energia nucleare, quello è gli Stati Uniti. Passata la “febbre” legata al disastro di Fukushima, il Governo americano ha deciso di andare avanti con il suo programma nucleare come se nulla fosse. Ma non la pensano allo stesso modo i cittadini, e la dimostrazione la si è avuta in queste settimane quando le proteste di piazza sono riuscite nell’impresa di far chiudere 2 reattori.

Ci troviamo in California, e più precisamente sulla San Onofre Beach, nella contea di San Diego, dove la centrale nucleare locale, vecchia di 40 anni, ha cominciato ad avere diversi problemi nel 2012. I reattori 3 e 4 lo scorso anno furono spenti perché si scoprì che lasciavano fuoriuscire del vapore radioattivo. Il ricordo di Fukushima era ancora fresco, e così si decise di bloccarli momentaneamente.

La Southern California Edison, l’azienda che gestisce l’impianto, aveva però pianificato di riavviare almeno uno dei due reattori di lì a breve, e a questa notizia la gente è scesa in strada a protestare. L’opinione pubblica americana è per la maggioranza schierata contro il nucleare, ed anche se è consapevole che non si può uscire da questa forma energetica dall’oggi al domani, preme almeno per chiudere le centrali più vecchie (e pericolose), per non sostituirle più.

Di fronte a questa protesta la senatrice democratica Boxer, una delle più coinvolte nella battaglia anti-nucleare in America, ha avviato una commissione d’inchiesta sulla sicurezza dell’impianto, e da qui è risultato che persino il vecchio gestore, Greg Jaczko, ammetteva che la sicurezza della centrale non gli suscitava grande fiducia. Così venerdì scorso è arrivata la decisione: i due reattori rimangono chiusi. Per sempre. Ufficialmente l’azienda ha dichiarato che questa decisione è legata al fatto che riavviare i due reattori, dopo averli messi in sicurezza, sarebbe stata una scelta antieconomica, cioè gli sarebbe costato di più di quello che avrebbero guadagnato rivendendo l’energia prodotta. La realtà, che però non ammetteranno mai, è che la piazza questa volta ha vinto e che questo potrebbe rivelarsi un importante precedente per il futuro del nucleare americano.

[Fonte: the Guardian]

Photo Credits | Getty Images

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