Ambiente, raggiunto picco massimo CO2 nella storia

di Valentina Ierrobino 1

I cambiamenti climatici stanno alterando il clima e mettendo in pericolo gli ecosistemi del Pianeta. A causare questo è l’inquinamento dovuto alle attività umane. Si è sempre parlato di ciò ma mai si erano date notizie tanto allarmanti sulla presenza di anidride carbonica nell’atmosfera, che ha raggiunto il suo picco massimo nella storia. Per monitorare il fenomeno e cercare soluzioni reali al cambiamento in atto l’Istituto di Oceanografia del Mauna Loa Observatory nelle Hawaii ha creato una pagina Twitter in cui ha pubblicato i dati raccolti dal 1958 ad oggi.

Il giorno 9 maggio 2013 l’ente di ricerca ha riportato i livelli di CO2 più alti della storia, ben 400,03 parti per milione (ppm).
Dalla notizia allarmante si spera, con la pubblicazione dei grafici e dei dati, che i governi di tutto il Pianeta possano intervenire con leggi e normative ad hoc per fermare, davvero, i cambiamenti climatici e offire una migliore qualità della vita. Il numero altissimo di ppm nell’atmosfera vuol dire che nell’ultimo secolo i livelli di CO2 sono aumentati come non mai nella storia! Già a pochi anni dalla rivoluzione industriale del 1780 la concentrazione di CO2 era di circa 280, dunque aumentata di 40 ppm rispetto all’era pre-industriale. Da allora ad oggi i valori sono quasi raddoppiati con conseguenze sulla biodiversità, il clima e la vita stessa di organismi animali e vegetali incalcolabile.

Solo nel Pliocene erano stati raggiunti livelli di CO2 così elevati e questo si era tradotto in aumento delle temperature terrestri di circa 3-4 gradi, e di un aumento dei livelli del mare di circa 40 metri. Questo  dunque lo scenario che ci aspetta se non interveniamo al più presto. Il direttore dell’Istituto di ricerca Grantham sui cambiamenti climatici ha dichiarato che con l’inquinamento stiamo creando un clima preistorico in cui le società umane si dovranno confrontare con enormi rischi per la sopravvivenza e che solo attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 saremo in grado di evitare queste catastrofiche conseguenze.

[Fonti: Treehugger; Greenpeace]

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