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Rifiuti elettronici, una nuova tecnica di smaltimento ne faciliterà la riduzione

Una delle ragioni principali per cui l’elettronica rappresenta un problema è il suo riutilizzo a fine vita. Già il riciclaggio è un mezzo miracolo, dato che, come abbiamo visto, i tassi sono molto bassi specialmente in Italia. Ma anche una volta ritirati, cosa succede ai rifiuti elettronici? Molto spesso vanno a finire nelle discariche tossiche dedicate (specie nei Paesi del Terzo Mondo), perché lì il processo di lavorazione è più economico che non nelle discariche comuni.

Ma di certo non significa risolvere il problema. Per questo un impianto di riciclaggio di nuova apertura a Mississauga, vicino Toronto, chiamato Sims Recycling Solutions, potrebbe aprire la strada a metodi intelligenti per migliorare il processo di riciclaggio e ridurre notevolmente le montagne di apparecchi elettronici inutilizzati.

Una struttura di frantumazione degli apparecchi elettronici è stata installata negli impianti di riciclaggio già in uso. Essa è dotata di sensori ottici e metal detector che separano l’e-waste dagli altri tipi di rifiuti. Dopodiché tutto viene elaborato e trasformato in nuova materia prima che può essere rivenduta, persino la polvere del processo di frantumazione. Come affermano i responsabili dell’impianto, nulla va perduto.

La società è in grado di elaborare e rivendere 75.000 tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno. Questo significa che gli (apparentemente) insignificanti monitor, computer degli anni ’90, telefoni cellulari e i loro compagni possono essere riutilizzati. Il materiale tossico, come le lampadine fluorescenti e le batterie, è separato in anticipo, prima del processo di triturazione, facendo scendere dai nastri trasportatori i metalli separati tramite magneti e sensori, i quali sono in grado di separare i materiali diversi dai metalli come il vetro e la plastica.

Uno dei problemi che si presentano, almeno allo stato attuale della tecnologia, è il costo molto alto. Per questo, all’interno dell’impianto, viene presa in considerazione la riparabilità, la quale consiste in una facile separazione dei componenti per il riciclaggio, in modo da ridare vita a prodotti che sembravano morti. Una bell’idea che potrebbe risparmiare ogni anno tonnellate di rifiuti elettronici in tutto il mondo.

[Fonte: Treehugger]

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