Rifiuti tecnologici: dove vanno a finire?

di Paola P. 17

Nel rapporto Toxic tech: non nel nostro cortile, Green Peace denuncia il grave problema ecologico dei rifiuti elettronici.
In base ai dati delle vendite globali di prodotti elettronici e di alta tecnologia, si è ricavata la corrispettiva quantità di rifiuti prodotta dall’industria tecnologica.

I dati emersi sono a dir poco preoccupanti: la quantità di questi rifiuti cresce in maniera esorbitante e nel contempo diminuisce il loro riutilizzo e riciclaggio.L’ONU ha stimato che ogni anno si producono tra i 20 e i 50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici, che corrisponderebbero a circa il 5% della produzione globale di rifiuti solidi.


Ma dove finisce questa montagna di scarti hi-tech?Mistero
Sembra essere sconosciuta la destinazione di questa ingente quantità di rifiuti che, come un flusso nascosto, scorre laddove i sistemi di recupero attualmente all’opera non possono intercettarla.E dove se non verso i Paesi in via di sviluppo?
Se è vero che molti prodotti elettronici ormai fuori uso o inutilizzati finiscono nei garage e nelle soffitte, o nelle discariche e negli inceneritori, è altresì provato che la maggior parte dei rottami tecnologici finisce in Asia e in Africa, tramite un’esportazione che definire illegale è poca cosa.
Si dovrebbe infatti qualificarla come esportazione letale, dal momento che questi rifiuti sprigionano pericolose sostanze chimiche e spesso i lavoratori (in maggior numero bambini) vi vengono a contatto, senza alcun tipo di protezione adeguata.

I rischi per la salute e per l’ambiente sono enormi ed entro il 2010 la produzione di rifiuti elettrici nei Paesi in via di sviluppo è destinata a triplicare.
Per evitare che svaniscano nel nulla bisognerebbe applicare il principio della responsabilità del produttore, che deve farsi garante della gestione dei prodotti a fine utilizzo.
Altra soluzione auspicabile è progettare prodotti privi di sostanze tossiche, favorendone così il riciclaggio dei materiali.

Commenti (17)

  1. cioè napoli anche se non c’entra adesso mi dispiace dirlo ma gigi d’agostino me l’ha rovinata è sempre sotto shock allo chalet quindi deduciamo che la mafia è a la gare che poi ha chiuso e è andata al vertigo dove i pop kinder si mangiano le paste…. ora come ora non so cosa dire, arrivederci e grazie per averci ascoltato!se non lo pubblicate il rock city chiude e siamo obbligati ad andare al pigalle e pick up e templares e 2 di cigliano e pervert gold dove ci sono i pisciaturi che si credono fighi ma loro non sanno che fanno ridere..e quindi torniamo sul discorso di napoli, dove i rifiuti ammontano abbestia!!!

  2. Il tema di questo articolo è Dove Finiscono i Rifiuti Tecnologici…
    Cina. E’ la più grande nazione di riciclaggio dell’elettronica. Naturalmente tutto il lavoro più “sporco” chi lo esegue e a quale prezzo? i cittadini (schiavi) Cinesi che dissaldano la componentistica (chips, resistenze, condensatori,…) interamente e solamente a mano, così, visto che non hanno da mangiare, si fanno passare l’appetito respirando i vapori altamente tossici del piombo e leghe affini che si sprigionano durante tale processo. La componentistica di precisione utilizza per i vari collegamenti, oro, argento e metalli preziosi per la loro velocità di trasmissione dovuta alla minor “resistenza” elettrica. Così ogni anno vengono recuperati quintali di oro, argento, rame.. e loro accumulano cancro, sclerotizzazione alle vie respiratorie e tumori della pelle e delle ossa; insomma uno scambio equo e solidale, non vi pare?

  3. Sto a Napoli in questo esatto momento, sono brasiliana, artista plastica e lavoro con rifuti tecnologico…lo ASSURDO: NESSUN tecnico che ripara i computers qui, mi puo dare NIENTE rovinato, credetemi?

  4. è una vergogna veramente… grazie per la tua testimonianza

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