Ecco come il riscaldamento globale sta distruggendo le foreste

di Marco Mancini Commenta

Nuove ricerche hanno dimostrato che le temperature più alte innescano direttamente più incendi. Per fortuna dei boschi, esiste l’inverno, con una gran quantità di neve che li copre ed evita gli incendi. Ma il riscaldamento globale, oltre agli incendi d’estate, porterà meno neve, e dunque faciliterà anche gli incendi in inverno.

Le più alte temperature rendono la vegetazione più infiammabile e consentono incendi di grosse dimensioni. Si stima che le temperature più calde diano inizio ad un aumento del 20% sia nel numero degli incendi all’interno della famosa foresta Yosemite, negli Stati Uniti, ma anche per quanto riguarda la loro gravità.

Il motivo per cui questo accade è duplice. In primo luogo, vi sono alcune prove che suggeriscono che livelli crescenti di anidride carbonica nell’atmosfera possano portare più fulmini che colpiscono gli alberi e causano incendi. In secondo luogo, se la copertura del manto nevoso scende del 17% entro il 2050 (quanto previsto dai modelli climatici prudenti), i fulmini hanno maggiori probabilità di appiccare incendi boschivi.

Il team di James Lutz dell’Università di Washington a Seattle, ha esaminato il rapporto tra il manto nevoso e l’accensione e la dimensione degli incendi nel parco nazionale di Yosemite tra il 1984 e il 2005. Durante questo periodo, 1.870 incendi hanno bruciato oltre 77.000 ettari. Ma quando la copertura del manto nevoso è diminuita, in pochi anni, i fulmini che hanno appiccato incendi sono aumentati in modo esponenziale.

Utilizzando questi dati, hanno poi estrapolato che cosa accadrà se i livelli di manto nevoso caleranno, come previsto, del 17%. Utilizzando 23 anni di dati acquisiti dal satellite Landsat Thematic Mapper, i ricercatori hanno inoltre confermato che l’area della terra che brucia è destinata ad aumentare, la gravità del fuoco pure, e di conseguenza anche i danni saranno maggiori.

Nel complesso, il numero di fulmini e incendi aumenterà del 19,1% dal 2020 fino al 2049, mentre l’area che brucerà registrerà un aumento del 21,9% l’anno. Nel 2000, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), che valuta e sintetizza il lavoro di migliaia di scienziati, ha pubblicato una serie di scenari in dettaglio come ad esempio i gas a effetto serra maggiori che saranno emessi dai Paesi in via di sviluppo.

Lo scenario calcolato da Lutz corrisponde ad un basso livello di emissioni, con emissioni di biossido di carbonio con un lieve aumento nei prossimi decenni, ma che poi si riducono a livelli inferiori di quelli attuali entro il 2100. Tuttavia, anche questo ottimistico scenario di emissioni farebbe aumentare le temperature globali di 1 o 2 ° C.

Fonte: [BBC News]

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