Standard per l’efficienza energetica delle risorse, il mezzo per risparmiare miliardi di euro grazie all’energia

di Paola P. 2

Abbiamo sempre affermato che il modo migliore per pagare una bolletta energetica meno salata, anche senza produrre elettricità autonomamente, è l’efficienza energetica. Sotto accusa è l’energia non necessaria perché non viene utilizzata in casa o in ufficio, la dispersione del calore oppure la produzione di ventilazione, oppure perché i propri apparecchi non sono efficienti ed utilizzano più energia del necessario. Tutti problemi che molto spesso potrebbero essere risolti con un poco di attenzione in più e con tanti, tantissimi euro in meno.

L’impatto dell’efficienza energetica non ha solo questi vantaggi, ma va al di là della riduzione della domanda di energia. Un nuovo rapporto del Consiglio americano sull’efficienza energetico-economica mostra come la maggior parte degli Stati Uniti potrebbe guadagnare da una maggiore efficienza energetica se gli standard in materia di efficienza energetica e sul risparmio energetico promossi dal Governo fossero attuati. In questo caso infatti ne deriverebbe un guadagno per quasi 48 milioni di famiglie entro il 2020, che in termini monetari si trasformerebbe in un risparmio di circa 168,6 miliardi di dollari. Questi i dati americani, ma naturalmente quelli europei non sarebbero tanto diversi.

Per non citare anche altri vantaggi, come la creazione di 220.000 posti di lavoro e le riduzioni dei gas a effetto serra di circa 262 milioni di tonnellate. Ma cos’è uno standard per l’efficienza energetica delle risorse?

Si tratta di una legge, che anche noi potremmo prendere ad esempio, e che prescrive le modalità dell’efficienza energetica, di solito specificando di quanta energia c’è bisogno per ogni attività umana, e di conseguenza anche quanta ne potrebbe essere risparmiata ogni anno. Essa riguarda anche la produzione di energia da fonti rinnovabili. Questo genere di produzione richiede di ottenere una certa quantità di energia da fonti rinnovabili (eolica, solare, biomassa, ecc), mentre dall’altra parte si chiede di diminuire la produzione proporzionalmente dalle fonti fossili (ad esempio se si producono 100 kw/h in più dal solare, se ne produrranno 100 in meno dal petrolio). In caso di mancato rispetto dell’accordo, scattano le sanzioni. Si tratta dell’ennesimo strumento in mano della politica che migliorerebbe le cose, se solo la politica stessa lo volesse.

Fonte: [Treehugger]

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