WWF, per il 100% di energia solare basta l’1% del suolo terrestre

di Matteo Carriero Commenta

Secondo i dati contenuti nell’ultimo rapporto WWF per ottenere il 100% di energia solare basta l’1% del suolo terrestre, a patto ovviamente che l’installazione delle strutture sia ben pianificata e gestita appropriatamente. Il nuovo studio dell’associazione si intitola “L’atlante del fotovoltaico”.

Il WWF nel suo ultimo rapporto, “L’atlante del fotovoltaico“, sostiene che se tutta l’energia elettrica necessaria al mondo venisse generata tramite il fotovoltaico la superficie terrestre occupata sarebbe molto più contenuta di quanto si pensa: addirittura pari soltanto all’1%. Il rapporto è stato rivelato al World Future Energy Summit a Dubai e si basa sugli sforzi congiunti dell’associazione e di tre grandi aziende del settore: la First Solar, la Fresh Generation e la 3Tier.

Il WWF e le tre grandi aziende portano avanti nel loro studio la tesi che non esiste, nella maniera più assoluta, un vero problema di contrasto tra lo sviluppo del fotovoltaico e la conservazione del paesaggio, a patto ovviamente che la crescita del solare sia pianificata e gestita in maniera appropriata. Lo studio prende in esame sei nazioni differenti (Indonesia, Marocco, Turchia, Messico, Madagascar) e la regione indiana del Madhya Pradesh: luoghi con caratteristiche differenti sotto svariati punti di vista, con livelli di insolazione “buoni”: sulla base dei parametri elaborati il risultato è che con una buona gestione effettivamente il pianeta potrebbe arrivare a ottenere il 100% di energia elettrica necessaria non oggi, ma nel 2050, utilizzando solo l’1% del suolo.

Come ha spiegato Mariagrazia Midulla, la responsabile Clima e Energia di WWF Italia

Stiamo promuovendo attivamente investimenti e misure in tecnologie energetiche rinnovabili, insieme all’efficienza energetica, perché è l’unico modo per assicurare un futuro al nostro pianeta. I cambiamenti climatici minacciano le persone e il mondo naturale, per questo è più importante che mai a lavorare per un rapido switch del paradigma energetico. Perché la tutela dell’ambiente e lo sviluppo delle fonti rinnovabili possono e devono svilupparsi in parallelo

Uno studio, giustamente portato avanti con la collaborazione di tre grandi aziende del settore fotovoltaico, per ribadire che la via del solare non si contrappone a quella della salvaguardia del paesaggio, purché la si persegua con criterio. Va da sé che ancora una volta è stato ricordato come la crescita dovrebbe andare avanti in primo luogo tramite l’installazione di pannelli sui tetti degli edifici.

Photo Credits | Port of San Diego su flickr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.