Acqua, le caraffe filtranti sono inutili e pericolose?

di Marco Mancini 6

Caraffe filtranti pericolose: si torna a parlarne perché un’indagine dei carabinieri potrebbe tagliare le gambe al commercio delle caraffe filtranti per l’acqua. A quanto pare, anche se le indagini sono ancora all’inizio, questo tipo di prodotti venduti negli ipermercati o nei negozi di articoli per la casa e spacciati per ecologici (risparmierebbero l’acquisto di acqua in bottiglia), in realtà sarebbe, nella migliore delle ipotesi, inutile. Nelle peggiori invece persino dannoso.

A sospettarlo sono diverse procure, la più attiva delle quali in questo senso è quella di Torino, che hanno avviato una serie di controlli su quelle targate Brita, Auchan e Viviverde. La denuncia è stata effettuata da Mineracqua, il consorzio delle acque minerali che dovrebbe rappresentare la concorrenza. Per questo il primo dubbio che viene in mente è che questa mossa fosse un modo per danneggiare l’avversario. Ed invece, secondo i controlli, pare che il consorzio avesse ragione.

Il problema è tutto sull’azione delle caraffe. Quando filtrano l’acqua potabile, esse trattengono alcuni sali minerali (specialmente calcio e magnesio) che servono al corpo, e contenuti in un’acqua che, senza il filtro, già sarebbe bevibile. Ma il problema sorge con la saturazione ed il deterioramento dei filtri che diventano delle vere e proprie colture batteriologiche, le quali successivamente, filtrando nuova acqua, permettono il rilascio dei batteri che finiscono nel nostro bicchiere e, di conseguenza, nel nostro corpo.

La gravità della situazione è perfettamente comprensibile soltanto leggendo i capi d’imputazione che hanno accompagnato l’iscrizione nel registro degli indagati dei produttori di Brita: commercio di sostanze dannose alla salute, violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti e frode in commercio, mentre se ne potrebbe aggiungere una quarta, violazione delle norme sugli alimenti.

I produttori tedeschi si difendono specificando che il Consiglio Superiore di Sanità aveva dato il via libera alla commercializzazione del prodotto filtrante che, secondo le sue analisi, non comportava nessun rischio, così come è avvenuto in Germania e Austria, ma ora evidentemente qualcosa potrebbe cambiare.

[Fonte: Corriere della Sera]

Commenti (6)

  1. Si può ipotizzare un interesse a danneggiare l’immagine di queste apparecchiature da parte dei produttori di acque minerali che hanno visto ridurre il consumo del prodotto imbottigliato; pur tuttavia è anche vero che la qualità dell’acqua filtrata da questi dispositivi peggiora in modo evidente dal punto di vista microbiologico rispetto a quella in uscita dal rubinetto da cui viene attinta. Perché non se ne parla? E’ possibile che non vengano interpellate le persone giuste?

  2. E’ ipotizzabile che ci sia un interesse a danneggiare l’immagine di questi dispositivi da parte del produttori di acque minerali che hanno visto ridurre notevolmente il consumo del prodotto imbottigliato. Ma è anche vero che la qualità dell’acqua filtrata peggiora sensibilmente rispetto a quella dell’acqua del rubinetto da cui si attinge, soprattutto se si considerano le caratteristiche microbiologiche. Come mai non viene detto? E’ possibile che non vengano interpellate le persone giuste?
    Grazie

    1. sì è ipotizzabile dal momento che l’inchiesta è partita dopo la denuncia di Mineracqua… ad ogni modo bisogna avere fiducia nelle diverse Procure che stanno indagando, un conto è uno studio commissionato dalle lobby delle acque minerali, un conto è un’analisi commissionata da un PM. A tal proposito è interessante quello che ha detto Guariniello che sicuramente non ha motivo di difendere le acque minerali:

      Per quanto riguarda la durezza le analisi hanno mostrato che è vero che si abbattono i livelli di calcio e magnesio, ma anche che il filtro non va usato se la durezza dell’acqua è inferiore ai 19 gradi francesi, come per esempio in provincia di Torino. In questo caso è inutile. Al contrario, emergono sostanze che non sono presenti nell’acqua del rubinetto. In alcune caraffe il Ph dell’acqua sale a livelli fino a 9.5, contro un limite di legge di 6.5 e con questo livello di acidità sarebbe non potabile. Poi appaiono tracce di ammonio, sodio, potassio e argento in valori superiori a quelli dell’acqua del rubinetto. Non sono pericolosi ma sicuramente l’acqua non è migliorata. La situazione deve essere valutata con attenzione dall’autorità sanitaria competente.

      Mi pare di capire che, più che pericolose, sono inutili. Staremo a vedere che provvedimenti prenderanno il Ministero della Salute e l’ISS!

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