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Acqua, le caraffe filtranti sono inutili e pericolose?

Caraffe filtranti pericolose: si torna a parlarne perché un’indagine dei carabinieri potrebbe tagliare le gambe al commercio delle caraffe filtranti per l’acqua. A quanto pare, anche se le indagini sono ancora all’inizio, questo tipo di prodotti venduti negli ipermercati o nei negozi di articoli per la casa e spacciati per ecologici (risparmierebbero l’acquisto di acqua in bottiglia), in realtà sarebbe, nella migliore delle ipotesi, inutile. Nelle peggiori invece persino dannoso.

A sospettarlo sono diverse procure, la più attiva delle quali in questo senso è quella di Torino, che hanno avviato una serie di controlli su quelle targate Brita, Auchan e Viviverde. La denuncia è stata effettuata da Mineracqua, il consorzio delle acque minerali che dovrebbe rappresentare la concorrenza. Per questo il primo dubbio che viene in mente è che questa mossa fosse un modo per danneggiare l’avversario. Ed invece, secondo i controlli, pare che il consorzio avesse ragione.

Il problema è tutto sull’azione delle caraffe. Quando filtrano l’acqua potabile, esse trattengono alcuni sali minerali (specialmente calcio e magnesio) che servono al corpo, e contenuti in un’acqua che, senza il filtro, già sarebbe bevibile. Ma il problema sorge con la saturazione ed il deterioramento dei filtri che diventano delle vere e proprie colture batteriologiche, le quali successivamente, filtrando nuova acqua, permettono il rilascio dei batteri che finiscono nel nostro bicchiere e, di conseguenza, nel nostro corpo.

La gravità della situazione è perfettamente comprensibile soltanto leggendo i capi d’imputazione che hanno accompagnato l’iscrizione nel registro degli indagati dei produttori di Brita: commercio di sostanze dannose alla salute, violazione della normativa sullo smaltimento dei rifiuti e frode in commercio, mentre se ne potrebbe aggiungere una quarta, violazione delle norme sugli alimenti.

I produttori tedeschi si difendono specificando che il Consiglio Superiore di Sanità aveva dato il via libera alla commercializzazione del prodotto filtrante che, secondo le sue analisi, non comportava nessun rischio, così come è avvenuto in Germania e Austria, ma ora evidentemente qualcosa potrebbe cambiare.

[Fonte: Corriere della Sera]

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