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Congresso di Cancun: Ban Ki-moon “troviamo l’accordo, anche se non perfetto”

 
Marco Mancini
8 dicembre 2010
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Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha esortato le nazioni riunite in Messico, ad accettare un accordo modesto per frenare i cambiamenti climatici, anche se non perfetto. Dopo che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e altri leader non sono riusciti ad elaborare un nuovo trattato sul clima al summit dello scorso anno a Copenhagen, Ban ha sottolineato che Cancun ha ambizioni più modeste.

Non abbiamo bisogno di un accordo definitivo su tutte le questioni, ma abbiamo bisogno di fare progressi su tutti i fronti. Non possiamo lasciare che la perfezione possa essere nemica del bene. Non può essere tollerato perché significherebbe condannare milioni, no, miliardi di bambini, donne e uomini di tutto il mondo. Cancún deve rappresentare una svolta

ha detto il segretario ONU nel suo discorso alla cerimonia di apertura dei colloqui finali.

I Paesi ricchi e poveri sono profondamente divisi sul futuro del protocollo di Kyoto vigente, che obbliga quasi 40 nazioni industrializzate a ridurre le emissioni di gas serra entro il 2012. Kyoto sta bloccando i progressi sulle altre questioni.

I colloqui sono alla ricerca di un pacchetto in quattro ambiti: aiuti per combattere i cambiamenti climatici, i modi per frenare la deforestazione, l’aiuto ai Paesi poveri ad adattarsi agli impatti dei mutamenti ed un sistema per lo scambio di tecnologie pulite. Il presidente messicano, Felipe de Jesús Calderón, ha avvertito che il tempo sta per scadere ed ha invitato le nazioni ad agire ora:

Vi esorto, tutte le parti, a rendere concreto un pacchetto equilibrato di accordi che permetteranno di fare un passo in avanti. Un pacchetto equilibrato di accordi che ci permetterà di avviare già le prime azioni e misure perché non si può più aspettare e il tempo stringe.

Il richiamo riguarda principalmente i Paesi a rapida crescita come Cina e India che devono fare molto di più per tenere a freno le emissioni, come ad esempio avviare una maggiore sorveglianza dei loro programmi per limitare l’aumento delle emissioni di gas a effetto serra; ma anche Giappone, Russia e Canada a cui si chiede di essere meno rigidi sulla proroga di Kyoto.

Christiana Figueres, capo del segretariato ONU sui cambiamenti climatici, ha detto che i colloqui avrebbero dovuto trovare un compromesso perché bisogna pernsare al bene comune, e

uscire senza alcun risultato da Cancun metterà in pericolo il benessere di tutti a lungo termine.

[Fonte: The Guardian]

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