Cambiamenti climatici e salute, si salvi chi può

di Paola P. 2

Si salvi chi può, questo il titolo inequivocabile del rapporto sull’impatto dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici sulla salute della popolazione mondiale, la diffusione e l’incidenza delle malattie e l’aumento di eventi catastrofici come uragani, carestie, siccità e alluvioni.
A diffonderlo la nota associazione ambientalista Greenpeace e l’ISDE, l’Associazione Internazionale dei Medici per l’Ambiente.

Secondo il parere degli esperti, l’aumento delle temperature globali crea un terreno favorevole alla proliferazione di agenti patogeni, con un conseguente incremento delle patologie infettive e delle parassitosi. Senza contare le ondate di calore e il picco di malattie da inquinamento dovuto alle emissioni di CO2, altri gas serra e polveri sottili in atmosfera, che causano patologie respiratorie, allergie e asma, colpendo soprattutto i bambini e minando la cagionevole salute degli anziani.

Roberto Romizi, presidente di ISDE Italia, spiega la relazione pericolosa sussistente tra l’aumento della mortalità ed il riscaldamento globale:

I dati confermano che la mortalità umana cresce del 3% per ogni grado di aumento della temperatura terrestre. I cambiamenti climatici rappresentano un problema planetario e le conseguenze riguardano anche la vita quotidiana di ciascuno di noi.

Da Greenpeace arriva il dettaglio sulla concentrazione di CO2 in atmosfera, in perenne e vertiginoso aumento ormai da decenni:

La concentrazione di CO2 in atmosfera è salita da 300 ppm (parti per milione) del 1908 a 389 ppm nel 2010. Il ritmo di crescita 1980-2008 è risultato di 1,6 ppm all’anno ed è stato stimato che con il ritmo attuale (1,9 ppm/anno, media 1995-2005) la CO2 potrà raggiungere in circa trenta anni la soglia delle 450 ppm, limite fissato a Copenaghen per contenere i disastri a un livello accettabile.

L’associazione ricorda in una nota che gli eventi estremi, come gli incendi di quest’estate che hanno colpito la Russia, diverranno sempre più frequenti:

Ci aspetta un aumento degli eventi meteorologici estremi quali le ondate di calore che quest’estate hanno innescato gli incendi in Russia, e nell’agosto 2003 hanno causato in Europa oltre 52.000 morti, dei quali 18.000 in Italia.
Chi al summit Onu sul clima a Cancun lavora contro un nuovo Accordo vincolante per la riduzione delle emissioni è semplicemente complice di queste stragi.

Per sapere di più su riscaldamento globale e salute:

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