Isola d’Elba, progetto zero emissioni: manca poco alla prima scadenza

di Gianni Puglisi Commenta

Far diventare l’Isola d’Elba la prima isola dell’intero Mediterraneo in cui non vengono rilasciate emissioni nocive. Un progetto estremamente ambizioso, ma che era già stato annunciato ben quattro anni fa da parte del PAES, ovvero il Piano di Azione per l’Energia Sostenibile. Tutti i vari Comuni all’interno dell’Isola d’Elba si erano dimostrati assolutamente favorevoli ed erano pervenute tutte le firme necessarie, anche grazie al coordinamento della provincia di Livorno.

Nel progetto messo in piedi dal PAES, la prima scadenza di questa unione comunale per un’isola più sostenibile è quella relativa al 2020. Entro due anni, infatti, l’obiettivo è quello di ridurre almeno del 20% le emissioni nocive in confronto al 2004. Al contempo si deve anche incrementare del 20% il quantitativo di energia che viene prodotta grazie all’uso di fonti rinnovabili. Sia risparmio che efficienza energetica dovranno aumentare di pari passo, sempre del 20%.

In realtà, però, il progetto sembra ancora indietro rispetto alle aspettative. Qualche novità in settori come fotovoltaico, viabilità e settore termico è stata introdotta, ma il lavoro che aspetta il Patto dei Sindaci è veramente ancora molto corposo. Nello specifico, nel mirino sono destinate a finire sia la mobilità sostenibile che la sostenibilità energetica delle varie strutture turistiche dell’Isola. Anche il ruolo del Parco Fotovoltaico di Rio Marina sarà di estrema importanza per la buona riuscita del progetto.

In questo quadro, la mobilità sostenibile diventa un obiettivo primario e l’impiego, magari, di traghetti a zero emissioni sarebbe un passo importante verso il raggiungimento degli obiettivi in materia di risparmio energetico e di riduzione dell’inquinamento. I traghetti Elba sono veramente tantissimi e arrivano da più destinazioni: lanciare un segnale in un ramo di fondamentale importanza per tutti i Comuni dell’Isola d’Elba sarebbe un ottimo incoraggiamento anche per il futuro. Senza dimenticare che il tempo stringe e la soglia del 20% entro il 2020 pare ancora piuttosto lontana.

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