Vernice solare Sun-believable, la nuova frontiera del fotovoltaico?

di Matteo Carriero Commenta

Una vernice solare denominata “Sun-believable” potrebbe rappresentare una forte innovazione tecnologica nel campo del fotovoltaico. La vernice è stata realizzata negli Stati Uniti da un team guidato dal professore Prashant Kamat del dipartimento di Chimica e Ingegneria Biomolecolare dell’Università Cattolica di Notre Dame, nell’Indiana.

La vernice ha l’aspetto di una “pasta” contenente nanoparticelle in grado di produrre energia elettrica. Tali particelle semiconduttive sono costituite da biossido di titanio e sono rivestite, in fase di creazione, con del solfuro di cadmio o del selenurio di cadmio. Tali composti, insieme all’acqua e a una particolare soluzione alcolica costituiscono la pasta da applicare su materiale trasparente e conduttore per far sì che l’energia possa essere generata.

La ricerca svolta da Kamat e dal suo team, pubblicata sulla rivista ACS Nano, si propone di fornire un’alternativa non solo meno ingombrante rispetto ai pannelli fotovoltaici oggi in uso, ma anche molto più economica. Secondo quanto affermato dai ricercatori, infatti, con la nuova vernice solare si possono ricoprire 400 piedi quadrati di tetto con soli 100 dollari, il che equivarrebbe all’incirca, nel nostro sistema metrico e nella nostra valuta, a 37 metri quadrati con 80 euro di spesa.

Tuttavia bisogna tener conto di un problema rilevante: la vernice solare spalmabile messa a punto da Kamat ha un’efficienza dell’1%, in confronto a quella al 10% e oltre dei pannelli solari a base di silicio. Secondo il professore questo è il nodo cruciale per stabilire la portata innovativa della nuova tecnologia: dati i costi estremamente ridotti, è nel miglioramento sotto il profilo dell’efficienza la chiave di svolta. In proposito Kamat ha affermato:

Se siamo in grado di migliorarne in qualche modo l’efficienza, potremmo essere in grado di fare la differenza reale per i bisogni energetici del futuro.

Di certo la prospettiva è di estremo interesse, e non possiamo che augurarci che le ricerche procedano alacremente e in modo fruttuoso.

Photo Credits | ACS Nano

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