Preservare la biodiversità si può, e delle volte si viene anche premiati

di Redazione Commenta

Ieri abbiamo parlato del rischio di perdita della biodiversità nel nostro Paese, come una delle emergenze principali per il nostro futuro. Ovviamente non si tratta di un problema solo italiano, ma in tutto il mondo ogni anno si rischia di perdere decine di specie animali e vegetali, senza che nessuno se ne interessi. O quasi nessuno.

Nella giornata di ieri infatti, nel corso delle celebrazioni della giornata mondiale per la difesa della biodiversità, in Campidoglio sono stati premiati i cosiddetti “custodi della biodiversità“. Quelle persone cioè che si sono battute per tutta la loro vita per salvare alcune specie vegetali e che oggi possono vedersi assegnato il merito di averle salvate dall’estinzione.

L’esempio più bello è quello di Panagiotis Sainatoudis, agricoltore greco, che per paura di perdere ben 1.500 varietà di vegetali, le ha raccolte e, non potendocela fare con le sue sole forze, le ha distribuite a 30 mila contadini greci, i quali le hanno piantate e le hanno salvate dall’estinzione.

Ma esempi come quello di Sainatoudis ne abbiamo tanti, come ad esempio Slimane Bekkay, un agricoltore algerino che ha salvato una mela piccola e profumata dall’estinzione; Jose Esquinas-Alcazar, che ha portato a termine un compito simile a quello del suo collega greco. Infatti ha ha raccolto 400 varietà di melone in Spagna e, nei 22 anni successivi alla direzione della Fao, ha difeso le diversità delle colture, promuovendo anche quel melone che in giovinezza aveva salvato.

Ma abbiamo anche degli “eroi” italiani, come Isabella Dalla Ragione, che assieme al padre Livio ha creato l’associazione Archeologia arborea, la quale ha salvato dall’estinzione la pera ghiacciola, un frutto che all’apparenza sembra una comunissima pera, ma che al suo interno è talmente succosa da, assicurano gli esperti, dissetare più di un bicchier d’acqua. Proprio come l’altra specie da loro salvata, la mela agostina, così piena di succo da poter essere spremuta come un’arancia. Ci sono anche Carlo Petrini e Antonio Onorati, che si battono per difendere le basi genetiche e sociali dell’agricoltura, mentre l’egiziano Ismail Abdel Galil ha fondato la banca genetica del deserto, in cui custodire i semi di quelle piante in via d’estinzione, almeno per salvarle in favore delle generazioni future.

La lotta per la biodiversità è facile da combattere, e questi sono solo degli esempi di una potenzialità umana incredibile, a cui però in pochi credono.

Fonte: [Repubblica]

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