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22 Marzo 2008: La Giornata Mondiale dell’Acqua

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Nel 1992 è stata scelta la data del 22 Marzo per istituire la Giornata Mondiale dell’acqua, il bene piu’ prezioso che l’umanita’ abbia a sua disposizione. E’ tuttavia necessario sottolineare che non tutti i popoli della terra possono usufruirne allo stesso modo, soprattutto in Africa, in alcune regioni del Sud-America e tra le etnie piu’ isolate.
Per miliardi di esseri umani oggi i servizi igienici e l’acqua rappresentano ancora un lusso, la possibilità di poter bere ad una fonte potabile comporta viaggi quotidiani di chilometri, da parte di donne con i loro piccoli al seguito. I dati sulla situazione in Africa sono stati resi noti dal rapporto Oms-Unicef, in preparazione della Giornata del 22 Marzo.

Nei paesi occidentali si è abituati a ritenere l’acqua come un servizio dovuto, ma non si ha rispetto nell’utilizzarla, infatti è evidente che gli stati piu’ ricchi sono quelli in cui si compiono piu’ sprechi, a livello industriale, cittadino e domestico.
Il sostenere che senza l’acqua la vita sia impossibile, non è una banalità, è la realta’, poichè tutto funziona, si nutre, cresce grazie a questo bene preziosissimo. Il nostro corpo è composto per il 90% da acqua, le piante sono costituite da acqua, attraverso essa noi possiamo nutrirci, puo’ crescere la vegetazione, abbiamo i servizi igienici, possiamo garantire la pulizia delle nostre abitazioni. Ma perchè questo immenso patrimonio non puo’ essere distribuito ad ogni singolo abitante della terra in egual misura?


Quest’anno la Giornata Mondiale è dedicata all’importanza dei servizi igienici, per far comprendere al mondo, troppo cieco spesso, che 2,6 miliardi di persone vivono esposte a rischi sanitari poichè sono privi anche di un semplice gabinetto dentro casa. La mancanza di un bagno, determina la mancanza di pulizia personale e quindi la possibilita’ di essere soggetti ad infezioni batteriche, parassitarie e virali, trasmissibili dal contatto mani – bocca, mani vie genito-urinarie e per via orale, ingerendo acqua non potabile.

Il rapporto dell’Oms sottolinea che la mancanza di acqua e sevizi igienici determina una carenza di sicurezza per questi popoli, primo per il rischio sanitario a cui incorrono, secondo per il disagio sociale. Infatti diverse scuole hanno dovuto chiudere per epidemie dovute all’acqua contaminata e, quanti ospedali e strutture mediche non possono garantire uno smaltimento sicuro dei rifiuti organici (veicolo di infezioni umane).

L’Africa è il Paese piu’ colpito da questo disagio, e se nessuno attuera’ un progetto costruttivo, nel 2015 ci saranno ancora 2 miliardi di persone che non sanno cosa vuol dire lavarsi le mani in un lavello, lavarsi in maniera dignitosa. Perche’ si tratta di dignita’. Un bene comune è di tutti, per tutti e chi lo possiede non puo’ fingere di non accorgersi di cio’ che accade nel mondo.

La popolazione infantile africana oggi muore di malattie come il colera, il tricoma, la schistosomiasi, che derivano da una carenza igienica. Se nei Paesi industrializzati gli alti costi derivati dagli sprechi delle reti idriche colabrodo (presenti anche in Italia) venissero compensati da soluzioni piu’ innovative, forse in concreto quei soldi potrebbero aiutare a costruire pozzi, depuratori e reti idriche in questi villaggi dimenticati, potrebbero dare un contributo per la costruzione di bagni casalinghi. Sembrano solo parole ma tante parole sono come tante gocce, quindi prima o poi la vasca sara’ riempita.
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