Allergie e inquinamento, come i fattori ambientali influenzano il feto prima della nascita

di Valentina Ierrobino Commenta

Nel Wordl Allergy & Asma Congress 2013, in corso a Milano dal 22 al 26 giugno si sono svolti degli incontri sul tema delle allergie nella programmazione fetale e su come i fattori ambientali influenzano il bambino prima della nascita. dai recenti studi è emerso che i rischi allergici sono programmati nei periodi di sviluppo del sistema immunitario già nella formazione intrauterina. Attualmente 1/4 dei bambini in età scolare in Europa soffre per una malattia allergica alimentare o respiratoria, dovute in parte all’inquinamento e alle peggiori qualità della vita che le nostre cottà offrono.

Da una recente ricerca condotta dal dottore australiano David Martino e dal suo team del Murdoch Children’s Research Institute di Melbourne si è appurato che le allergie alimentari cominciano a svilupparsi nella vita intrauterina del feto, dunque prima della nascita. Questo vuol dire, come spiegano gli esperti, che le allergie non sono acquisite dopo la nascita o più tardi, esse si sviluppano prima del parto.
Sono le madri e le loro condizioni di vita, compresa la loro alimentazione, a determinare le allergie alimentari che si riscontrano nei bambini nei primi 12 mesi di vita attraverso il processo biochimico detto metilazione del DNA, sensibile agli squilibri ambientali. Come ha dichiarato il presidente della European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI)

Le allergie e l’asma stanno crescendo in modo netto. C’è una chiara correlazione fra il miglioramento degli standard di vita e lo sviluppo di allergie e asma. Questo spiega perché è nei Paesi emergenti che si notano i maggiori incrementi. Con le nuove ricerche presentate al World Allergy and Asthma Congress 2013 sulle origini pre-natali delle allergie e sui biomarcatori che scatenano l’asma siamo fiduciosi di contribuire alla prevenzione e a l miglior trattamento di milioni di persone che soffrono di quella che è divenuta una seria minaccia alla salute mondiale.

[Fonte: EAACI 2013]

[Photo Credit | Thinkstock]

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