Animali in vacanza: ecco cosa dice la legge per le prossime ferie con Fido

di Marco Mancini Commenta

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Andare in vacanza con il proprio animale domestico, si sa, è complicato, non soltanto perché le varie strutture turistiche non sono sempre attrezzate ad ospitarlo. Ma a questo purtroppo si aggiunge un ulteriore ostacolo dovuto ad una legislazione rigida voluta dall’Unione Europea che non mancherà di creare qualche disagio ai padroni di cani, gatti, o qualsiasi altro animale domestico vogliate portare in vacanza insieme a voi.

Se dovete viaggiare all’interno dell’Unione Europea, per gli esseri umani non c’è più bisogno del passaporto, ma questo documento è indispensabile per il vostro animale. In particolare il passaporto viene rilasciato tramite veterinario, il quale deve indicare i dati di provenienza di Fido (codice dello Stato membro, codice della Regione, della Provincia ed un codice identificativo simile a quello fiscale), la dichiarazione di vaccinazione antirabbica e delle vaccinazioni di base obbligatorie più, se vi recate in Gran Bretagna o in Scandinavia, sarete costretti a sottoporre il vostro animale anche al test seriologico per certificare la titolazione degli anticorpi neutralizzati, al trattamento per le zecche e a quello echinococco. Ma i “disagi” non finiscono qui.

L’animale infatti dev’essere “marchiato” con un tatuaggio tramite il quale risalire al padrone o, in alternativa (anche se in alcuni Stati è obbligatorio), dev’esserci l’installazione di un transponder, cioè un microchip, delle dimensioni di un chicco di riso, impiantato sottopelle, tramite il quale sarà sempre identificabile.

Altri disagi si presentano per i trasporti. Premesso che va sempre avvertita la compagnia con la quale si viaggia che si sta trasportando un animale, ci sono varie norme da rispettare. In aereo, per animali al di sotto dei 6 kg (compreso il trasportino), il trasporto può avvenire in cabina, insieme al padrone, altrimenti il nostro amico viaggerà in una stiva pressurizzata apposita; in traghetto, l’animale può viaggiare nella stessa cabina del padrone a patto che si sia avvertita la compagnia di attrezzare la stanza a questo scopo, mentre in treno non bisogna dimenticarsi, se si trasporta un cane, il guinzaglio e la museruola. Inoltre i cani di grossa taglia sono considerati da Trenitalia alla stregua delle persone, quindi possono viaggiare nelle cuccette insieme ai padroni. Ma anche per i posti normali, saranno costretti a pagare la metà del biglietto.

In ogni caso è sempre bene parlare con il proprio veterinario prima di partire, anche con un largo anticipo. Lui saprà indicarvi senza dubbio le pratiche migliori da seguire.

Fonte: [Repubblica]

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