Batterie al metanolo: da Sir William Grove a Microsoft e Sony

di laura 2

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Le batterie al metanolo sono da tempo un ambìto oggetto di ricerca per diversi produttori, allo scopo di utilizzarle per notebook, palmari, cellulari, lettori multimediali portatili… Nel Giugno 2004 Toshiba presentò un prototipo di batteria ultracompatta, destinata a dispositivi elettronici. Qualche mese dopo Nec proponeva celle a combustibile (fuel cell) integrate in unnotebook sperimentale, che ne portavano l’autonomia a 10 ore (teoricamente possono essere sviluppato per metanolo o per idrogeno). Esattamente 3 anni fa, al Cebit 2005, Toshiba mostrava un prototipo di batteria per notebook funzionante con una miscela di metanolo ed ossigeno. Questo negli ultimissimi anni, ma in realtà gli esperimenti siano iniziati nel lontano 1839 da Sir William Grove.


A tentare la strada delle batterie al metanolo è anche Microsoft. La multinazionale ha deciso di tentare una strada per l’utilizzo di energia alternativa grazie alla quale alimentare dispositivi portatili e fissi senza l’utilizzo dei caricatori abituali. Le batterie funzionano grazie ad una reazione elettro-chimica che si caratterizza per essere una «fonte di energia pulita e non inquinante». A produrre il caricatore sarà la Medis Technologies, piccola azienda che ha così siglato un contratto di fornitura del proprio “24/7 Power Pack” con l’intesa per la produzione di milioni di esemplari nel breve periodo. Medis indica l’utilità del proprio “24/7 Power Pack” per iPod, PDA e telefonini di vario tipo indicando l’efficacia dello strumento in un prolungamento di 60/80 ore del tempo di utilizzo per i player MP3 e di 30 ore per i dispositivi cellulari. Lo strumento non risulta però essere ancora sufficientemente piccolo per poter essere incluso direttamente all’interno di un dispositivo mobile qualsiasi, il che ne rende possibile l’utilizzo solo come device esterno di carica. Proprio su questo punto sono spuntate critiche dal momento che questo apparecchio è troppo grande per essere integrato nei dispositivi e dunque è possibile pensare il suo utilizzo solo come hardware esterno.

Di oggi la notizia che anche Sony ha presentato invece una sua piccolissima versione (3×5 cm le misure) capace di alimentare un telefono in riproduzione video per ben 14 ore consecutive. Si tratta però di un dispositivo ibrido, alimentato a metanolo ma anche in parte dai classici polimeri di Litio, che servirebbero a coprire i picchi di assorbimento più alti.

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