Brescia è la città più sostenibile d’Italia

di Redazione 1

Trasporti, efficienza energetica, rinnovabili, rifiuti e aree verdi. Grazie a questi 5 parametri, analizzati per un anno da Legambiente e Ambienteitalia, nel rapporto presentato a Milano pochi giorni fa è risultato che la città di Brescia è la più sostenibile d’Italia. Il capoluogo lombardo, segnalatosi qualche giorno fa per aver cominciato, insieme a Milano, la diffusione delle aree di servizio per le auto elettriche, stavolta balza agli onori della cronaca per le sue iniziative verdi.

Come mai Brescia? La spiegazione è chiara sulla motivazione ufficiale delle due associazioni ambientaliste:

con i suoi 189 mila abitanti si stacca di misura rispetto alla media delle altre città italiane e questo grazie ai buoni risultati sul fronte delle energie rinnovabili, sul trasporto pubblico e sullo sviluppo del teleriscaldamento.

A dir la verità molti progetti, come quello riguardante il trasporto pubblico ed il teleriscaldamento, risalgono a parecchi anni fa, alcuni anche tre decenni fa, ma allo stato attuale la città bresciana risulta aver fatto meglio di tutte le altre.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Secondo Legambiente infatti c’è poco da stare allegri, perché l’attuale amministrazione sta agendo male e i dati buoni sono destinati a calare in futuro perché si sta investendo meno che in passato sul trasporto pubblico, ed in generale ora si vive molto di rendita, sfruttando poco quanto di buono si è fatto finora.

Ma le altre? Com’era facile prevedere, ai primi posti troviamo quasi soltanto città settentrionali. Ad esclusione di Avellino (tredicesima), per il resto si tratta solo di città al di sopra di Roma, come Verona e Genova, seconda e terza, e tutte le province della Lombardia (ad esclusione di Como), ad occupare 9 tra le prime 20 posizioni. Milano è ventesima, Roma ventunesima, mentre in fondo alla classifica troviamo le solite province del Sud, concentrate in particolar modo in Sicilia, dove i comuni di Enna, Messina, Agrigento e Siracusa chiudono la graduatoria, accompagnate a zero punti incredibilmente proprio dal comune di Como, il quale va controcorrente rispetto alle altre cittadine lombarde.

Da questo link sarà possibile consultare il documento originale.

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