Nucleare, Carmen Consoli: “Arsenali di alberi al posto delle armi atomiche”

di Marco Mancini 1

Si è parlato tanto del concerto di mercoledì scorso di Roma, a cui hanno partecipato 30 mila persone, ma poco risalto è stato dato a ciò che è scaturito da esso, e cioè un sentimento anti-nuclearista che sarebbe stato perfetto negli anni ’80, ma che anche oggi torna di moda dopo il disastro di Fukushima.

A fare un po’ da “capo popolo” è stata Carmen Consoli, che ha aperto la sua performance con una simulazione di esplosione di una bomba atomica, facendo immediatamente intuire il tema su cui si sarebbe concentrata. Un tema in simbiosi con le tematiche della Giornata della Terra, a cui il concerto era dedicato, e che fa un mix di anti-nuclearismo e ambientalismo da cui molti dovrebbero prendere ispirazione.

Il pianeta è pronto ad esplodere, è un cancro con delle metastasi. Se non provvediamo immediatamente allo smantellamento delle testate nucleari correremo un pericolo incredibile rispetto a cui Fukushima è niente.

Parte da qui la “cantantessa” (come lei si definisce), affermando che il pericolo principale non proviene dalla presenza delle centrali nucleari, ma in un certo senso dalla stupidità dell’uomo che ha costruito armi così potenti come le bombe atomiche, e ne ha costruite in quantità tali da poter distruggere l’intero pianeta.

Fare la raccolta differenziata, cercare fonti di energia rinnovabili, compiere piccoli gesti eco solidali conducendo uno stile di vita bello, sano. Ma tutto questo, da solo, non basta. Rattrista vedere come il genere umano stia vivendo in un pianeta che è peggio di ciò che ci aspettavamo quando i nostri genitori, educandoci, pensavano che avremmo vissuto in un mondo migliore del loro. Ai tempi di mio nonno non c’era l’isola della plastica, un’ isola più grande degli Stati Uniti

afferma la Consoli, facendo riferimento ad intere chiazze negli oceani fatte di rifiuti che si aggregano fino a formare isole gigantesche di spazzatura (anche se il paragone con gli Usa è un po’ esagerato). Ma sono i 200 ordigni nucleari sparsi in tutta Europa a preoccupare, quasi la metà dei quali in Italia, Paese che ha detto no alle centrali oltre vent’anni fa, ma che non sa di avere sul proprio territorio delle bombe atomiche. E così ecco la proposta, anzi le tre proposte della cantante:

  1. Referendum per lo smantellamento degli armamenti atomici;
  2. Investiamo nella ricerca per risolvere i problemi come la fame nel mondo o le malattie, e non in armamenti militari;
  3. Piantare alberi al posto degli arsenali atomici.

Proposte che ci sentiamo di sottoscrivere pienamente.

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Commenti (1)

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