Dalla Nuova Zelanda un progetto contro l’emissione di gas serra: usare il bioetanolo

di Daniela L. 1

Arriva dalla Nuova Zelanda un’ interessante sperimentazione che potrebbe portare nuovi sviluppi alla lotta contro le emissioni di gas serra nell’ambiente.

Una recente prova fatta con un nuovo prodotto definito “Gull Force 10 biofuel” che risulta essere una miscela di benzina a cui è stato aggiunto un 10% di etanolo ha dato buoni risultati.

In Nuova Zelanda, l’etanolo viene ricavato dal latte, nello specifico dal siero del latte che nell’industria del paese è già molto utilizzato.



Per capire meglio cos’è questo bioetanolo, possiamo dire che è un alcool formato da etanolo e acool etilico, che viene ottenuto dalla fermentazione di mais, frumento , bietola, cnna da zucchero, frutta , quindi da quei prodotti dell’agricoltura che hanno notevoli concentrazioni di carboidrati e zuccheri.

Lo stesso primo ministro Helen Clark ha manifestato la sua positività verso la sperimentazine di questo nuovo prodotto il cui uso potrebbe portare una notevole calo sia nei costi energetici, sia nelle emissioni nocive di gas nell’aria.

Il governo neozelandese ha così preventivato di introdurre il biofuel in termini di un 3,4% delle compagnie petrolifere entro l’anno 2012.

L’idea è arrivata nel paese grazie ad una piccola compagnia petrolifera, di nome Gull petrol, il cui stabilimento nazionale, Fonterra’ Edgecumbe, produce già quasi 30 mila litri di etanolo al giorno.

Lo stesso ministro del paese ha manifestato il suo supporto all’iniziativa, dichiarando che crede molto alle fonti di energia rinnovabili a disposizione nel paese.

Un ulteriore incentivo allo sviluppo del nuovo prodotto stato dato da parte del governo che per diminuire i costi di produzione e favorire la concorrenza fra le varie compagnie, ha eliminato la tassazione sulla quota destinata al bioetanolo.

A dire il vero l’uso del etanolo risulta anche in archivi storici americani infatti già nei primi del 1900, l’imprenditore statunitense, Henry Ford ne promosse l’utilizzo, tanto che nel 1938 gli impianti del Kansas, arrivarono a produrne fino a 54.000 tonnellate all’anno.

Commenti (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.