Eco-tecnologia, il chip che si ricarica con sole e movimento

di Redazione Commenta

Altro che energia elettrica attivata 24 ore su 24, i chip del domani potrebbero essere autosufficienti. Il Dipartimento del MIT di Ingegneria Elettrica e Informatica ha infatti realizzato un microchip che può far funzionare i computer o altri apparecchi elettronici, in grado di utilizzare l’energia del sole, il movimento ed il calore. L’invenzione è rivoluzionaria perché potrebbe cambiare il modo di concepire molti apparecchi. Basta pensare ad un bypass che si ricarica con il battito cardiaco, o ad un satellite che si ricarica con il movimento.

Molti dei congegni elettronici usati oggi infatti hanno un’autonomia limitata e così, quando è possibile, devono essere attaccati alla corrente elettrica per ricaricarsi, mentre quando questo non si può fare vengono abbandonati o sostituiti. In questo modo non solo si evita di creare nuovi rifiuti, con in più dei costi aggiuntivi per la realizzazione di nuovi apparati, ma si supera anche il problema dell’approvigionamento energetico per esempio per mancanza di fonti.

Finora, spiega l’ingegner David Freeman, un apparecchio rinnovabile era o solare, o piezoelettrico o termoelettrico. Così se non c’era il sole, il calore o il movimento, non c’era energia. La nuova invenzione inserisce la possibilità di sfruttare queste tre fonti tutte contemporaneamente, in modo da aumentare l’energia prodotta e scongiurare la possibilità di non trovare abbastanza fonti.

Le implicazioni possibili sono infinite. Una di queste su cui il team sta lavorando è quella dei sensori remoti che diventano in questo modo autosufficienti e consentono ai responsabili di concentrarsi su altro. Questi sensori vengono posti molto spesso sui ponti e sulle strade in posizioni elevate, e così sono in grado di ricevere la luce ed il calore del sole, e l’energia del movimento delle automobili che vi passano sotto. Una tecnologia innovativa e senza dubbio rivoluzionaria destinata a diventare diffusa nei prossimi anni.

[Fonte e foto: Treehugger]

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