Francia, per chi va in bici un extra sullo stipendio: l’iniziativa è un successo

di Matteo Carriero 1

Aveva destato notevole interesse la scelta, in Francia, di attivare un’iniziativa in favore delle biciclette basata sul corrispondere un extra sullo stipendio del lavoratore che si fosse recato sul posto di lavoro inforcando le ruote. Ora arrivano i risultati e come era prevedibile questa splendida iniziativa facente parte del Piano d’azione per la mobilità attiva francese ha riscosso un grande successo. E ora tutto è pronto per allargare la sperimentazione.

In Francia chi va in bici riceve un extra sullo stipendio. Non tutti, sia chiaro, solo i lavoratori delle aziende aderenti all’iniziativa sperimentata dal governo, ma presto i cittadini che potranno usufruire dell’indennizzo legato all’uso delle due ruote potrebbero notevolmente aumentare. Prima di vedere i risultati dell’iniziativa ricapitoliamo cosa è stato deciso in Francia: nel mese di marzo del 2014 il governo ha avviato il PAMA, ovvero il Piano d’azione per la mobilità attiva, consistente in 25 differenti proposte dedicate alla mobilità sostenibile, alla riduzione dell’inquinamento e al benessere fisico dei cittadini. La proposta che in assoluto ha avuto maggiore eco è quella di pagare un extra ai lavoratori che raggiungono il posto di lavoro in bicicletta: 25 centesimi di rimborso per ogni km percorso su due ruote. Si parlava di 19 aziende per circa 10 mila dipendenti complessivi ma come vedremo i dati ufficiali vedono in realtà 18 aziende coinvolte e 8 mila lavoratori.

L’iniziativa della Francia si affianca a quelle di altre nazioni come l’Irlanda (dove i datori di lavoro finanziano l’acquisto di bici a prezzi ridotti) o la Gran Bretagna (dove esiste da molto tempo il programma Cycle to work dove le bici vengono comodamente concesse dall’azienda a fronte di una mini trattenuta sullo stipendio finché la stessa non diviene di proprietà del lavoratore) e prende spunto più nettamente da quanto fatto nei Paesi Bassi: in Belgio e in Olanda si pagano rimborsi chilometrici di 21 e 19 centesimi di euro. Sulla scia di un paese assolutamente esemplare per l’uso della bici e la mobilità in genere come l’Olanda, la Francia “rilancia” proponendo rimborsi ancora più cospicui, di 25 centesimi di euro per chilometro. E qual è il risultato?

Secondo i dati dell’agenzia EFE l’iniziativa per il bike to work in Francia ha generato un aumento del 50 per cento dei lavoratori che usano la bici per recarsi al lavoro dalla propria abitazione, con 380 soggetti su circa 8 mila divisi in 18 aziende che hanno optato per le due ruote per spostarsi, coprendo in media una distanza di 5 chilometri al giorno, il che corrisponde a un bell’aumento di 40 euro sullo stipendio. Non solo, un terzo dei lavoratori che hanno scelto la bici hanno anche iniziato a utilizzarle per spostamenti non collegati al lavoro, nel proprio tempo libero. Insomma, l’iniziativa francese è un notevole successo ed è pertanto estremamente probabile che ora il governo organizzi un importante allargamento della sperimentazione. Tale possibilità permette ampliando l’uso della bici di migliorare il livello di salute dei cittadini, di ridurre l’inquinamento, di innescare apprezzamento per la mobilità sostenibile riducendo il traffico: a quando simili, intelligenti iniziative anche in Italia? Come abbiamo visto, in più stati d’Europa permettere guadagni extra a chi si reca al lavoro in bici è già una realtà, pertanto i modelli da seguire ci sono, bastano un po’ di risorse e la volontà politica di imprimere un cambiamento.

Photo credits | mafe su flickr

Commenti (1)

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