Fukushima, anche DNA farfalle modificato per radiazioni

di Redazione Commenta

Il disastro nucleare di Fukushima, a distanza di oltre un anno, continua a far parlare di sè. Se le persone stanno cercando di tornare alla normalità, la natura ha bisogno di più tempo per smaltire le massicce dosi di materali radioattivi rilasciati nell’ambiente dopo il terremoto che ha danneggiato la centrale nucleare, e si continuano a registrare anomalie e alterazioni nel DNA di diverse specie animali e vegetali. Non sono disponibili dei dati sicuri sugli effetti biologici che questo incidente ha causato sugli animali, ma possiamo tuttavia informare di quel che è accaduto alla Zizeeria maha, una farfalla che prosperava in Giappone, nel comune di Iycaenid, non molto distante dalla centrale di Fukushima.

Va detto per prima cosa che i dati rilasciati dall’Agenzia giapponese che si sta occupando della riqualificazione del dopo Fukushima sulle valori delle radiazioni sono falsi, secondo gli esperti di Greenpeace che hanno denunciato il fatto cercando di chiedere maggiore chiarezza alle autorità giapponesi che, per tranquillizzare la popolazione, starebbero rilasciando falsi dati sulla reale quantità di radiazioni nell’ambiente. Tuttavia questo studio indipendente dal governo giapponese mostra invece che, dopo il pesce che sarà immangiabile per i prossimi 10 anni, anche le farfalle hanno subito un cambiamento nel DNA che ha alterato le principali funzioni vitali, soprattutto nelle generazioni nate dopo il disastro nucleare. Da un primo campione di esemplari adulti, prelevati nei pressi della centrale nucleare, nel maggio 2011 non erano risultate anomalie gravi o comunque sensibili a contatto con le forti radiazioni rilasciate dai reattori della centrale danneggiata. Diverso invece è il discorso per la prima generazione di farfalle nate da femmine contaminate, che hanno registrato diverse anomalie di media gravità. Ancora più gravi sono invece le anomalie registrate per la seconda generazione di farfalle, raccolte nel settembre 2011, molto più deboli e vulnerabili delle farfalle del prima Fukushima.

[Fonte e foto: Nature]

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