Ambiente, Tepco accusata per Fukushima

di Redazione 1

A distanza di oltre un anno, continuano le indagini per trovare i responsabili dell’incidente nucleare più dannoso della storia, dopo Chernobyl: quello accaduto in Giappone nel marzo 2011 a seguito del terremoto e dello tsunami che ha danneggiato gli impianti di Fukushima. Con oltre 1.300 vittime e oltre 2.500 malati di tumore per le radiazione, il disastro di Fukushima, trova oggi una spiegazione che non servirà a risarcire i familiari delle persone che hanno perso la vita per l’incidente nella centrale nucleare o che si sono ammalate, ma porrà fine a molte domande.

Nel rapporto finale dell’inchiesta nominata dal governo a seguito del terremoto e dello tsunami che ha danneggiato l’impianto di Fukushima, si legge chiaramente che tra i responsabili vi fu la Tepco (Tokyo Electric Power), l’azienda che si occupava della gestione e della messa in sicurezza della centrale, e anche il governo giapponese

Il problema fondamentale sta nel fatto che le autorità e le società, tra cui la Tepco, e il governo non sono riusciti a vedere il pericolo perché in realtà erano vincolati dal mito della sicurezza nucleare e dalla convinzione che gli incidenti gravi non possono aver luogo negli impianti nucleari del nostro Paese.

Nel rapporto, stilato da studiosi, ingegneri, avvocati e giornalisti, viene inoltre puntano il dito contro il personale della centrale nucleare di Fukushima che non era addestrato a sufficienza per far fronte alla crisi. A seguito dell’incidente in Giappone il “mito della sicurezza nucleare” era già stato messo in discussione dagli attivisti di Greenpeace che avevano dimostrato la vulnerabilità delle centrali in Francia. Vulnerabilità che, come pubblicato nella rivista scientifica Energy and Environmental Science, in Giappone è costata la morte di oltre 1.300 persone e oltre 2.5000 casi di cancro. Questi dati sono stati raccolti dagli studiosi dell’Università californiana di Stanford e sono, al momento, il primo studio medico del dopo Fukushima.

[Fonti: Ansa; Asca; Il Corriere della Sera]

[Foto: Mypouss su Flickr]

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