Pesticidi nel piatto, quanti veleni mangiamo?

di Redazione 1

Nati per proteggere il nostro cibo dai parassiti, oggi i pesticidi sono diventati più pericolosi dei parassiti stessi. Anche se fortemente controllati dagli agricoltori che devono seguire rigide disposizioni di legge, può succedere (e succede sempre più spesso) che finiscano fin nel nostro piatto. Le conseguenze sono le più disparate e vanno dai disturbi cronici causati agli esseri umani alla contaminazione di acqua e suolo per quanto riguarda l’ambiente. Le regole europee dovrebbero farci dormire sonni tranquilli. Purtroppo stando ad una recente ricerca di Legambiente non è proprio così.

Stando ai campioni analizzati dall’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) i prodotti chimici usati in agricoltura sono troppo elevati. Ma il problema non è che le aziende violano la legge. Secondo lo studio solo lo 0,6% eccede i limiti consentiti. Il problema sono i cosiddetti “campioni multi residuo” che sono ancora troppo alti, circa il 17,1%. Si tratta di quei campioni che mostrano la presenza di tante sostanze chimiche sotto i limiti di legge, le quali però non sono disciplinate nel loro insieme. Ciò significa che se prese una per una, sono al di sotto della soglia di pericolo, ma tutte insieme possono far male.

Inoltre sono state riscontrate alcune sostanze non riconosciute dalla legge pericolose per la salute, ma che in realtà lo sono. Ma ci sono anche buone notizie. Una è che le irregolarità si stanno riducendo rispetto allo scorso anno, e di conseguenza i campioni considerati sicuri sono aumentati, passando dal 62,9% dello scorso anno al 64%. Particolarmente a rischio sono purtroppo i vini in cui oltre la metà risulta essere multi residuo, tra cui 2 di essi che presentano addirittura 8 componenti chimici diversi.

Colpa dell’uva dato che alcuni campioni hanno dimostrato di avere fino a 9 residui chimici attivi. La cartina di tornasole di questa emergenza sono le api, in calo in Europa del 76% negli ultimi 50 anni, e particolarmente evidente nelle zone in cui si pratica la coltivazione intensiva. L’agricoltura si fonda sul lavoro delle api, ed il loro assottigliamento è un importante segnale d’allarme.

[Fonte: Legambiente]

Photo Credits | Getty Images

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