Fukushima, Greenpeace denuncia dati falsi sulle radiazioni

di Redazione Commenta

I giapponesi ci sono ricascati, ed in questo assomigliano sempre più agli italiani. Il popolo che per antonomasia è il più preciso ed onesto del mondo per la seconda volta cade nella trappola del raggiro. La colpa, come sempre, è dei responsabili di Fukushima che per tranquillizzare la popolazione hanno diffuso dati falsi. Per monitorare la qualità dell’aria e del suolo i responsabili della bonifica hanno posizionato 40 centraline che rilevano la radioattività. Peccato che le abbiano installate dove non servono.

Secondo i dati di Greenpeace, derivanti dallo studio effettuato da esperti esterni su tali centraline, pare che molte di queste (circa 3 su 4) siano state posizionate nelle zone che sono state già “ripulite” nei mesi scorsi. In pratica si bonificava un’area, si installava una centralina proprio in quel punto e così i dati che essa rimandava indietro parlavano di una bassa presenza di radioattività. Peccato che di lì a qualche chilometro la radioattività risultava essere fino a 6 volte superiore. Un po’ come il discorso fatto nell’oceano con le barche che potevano effettuare le rilevazioni senza però avvicinarsi alla costa, e così dovevano rimanere a raccogliere i dati a chilometri di distanza, dove l’acqua era pulita.

Temiamo che queste stazioni diano ai cittadini un falso senso di sicurezza. Decontaminare un’area può fare una differenza significativa sui livelli di radiazione, ma sembra che ci siano scarsi progressi nel lavoro di bonifica, e molti punti caldi rimangono non bonificati in tutta la città di Fukushima. Ad esempio, la decontaminazione di aree di gioco per bambini e altre aree rilevanti per le persone più vulnerabili, non è andata avanti in modo sufficiente, nonostante sia passato più di un anno e mezzo dal triplice incidente

ha spiegato Rianne Teule, esperto di radiazioni di Greenpeace International. Ma le bugie sono state dette anche nella vicina città di Iitate dove i cittadini sono stati autorizzati a rientrare nelle proprie case e a lavorare, ma dove secondo le rilevazioni dell’associazione ambientalista, le radiazioni sono da 60 a 160 volte superiori rispetto ai livelli pre-incidente. L’accusa di Greenpeace è che il Governo sappia ciò che sta facendo ma sta sottovalutando il rischio per tranquillizzare la popolazione. Vedremo come se la caverà dopo che i cittadini cominceranno a morire di cancro.

[Fonte e foto: Greenpeace]

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