Impianto fotovoltaico con accumulo: una guida semplice

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Come già saprai in questi anni si parla sempre più di energie rinnovabili per tutelare l’ambiente e spendere meno senza dover rinunciare a determinati consumi. Per questo i sistemi di produzione di energia rinnovabile come quella solare, ottenuta con gli impianti fotovoltaici, stanno entrando a far parte anche dei contesti domestici. In questa guida vedremo nello specifico come funzionano gli impianti dotati di accumulatore fotovoltaico con termini semplici, alla portata anche di chi non è esperto sull’argomento.

Funzionamento dell’impianto fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico con accumulo consente di sfruttare al massimo il rendimento ottenuto dall’energia solare catturata. Praticamente serve a immagazzinare quella che non viene immediatamente utilizzata e che, quindi, è stata prodotta in eccesso. L’accumulatore fotovoltaico serve a stipare l’energia elettrica in delle particolari batterie che ottimizzano sia la produzione che i consumi. Per questo evitano sprechi e dispersioni e possono diventare anche un’importante fonte di rendita. Difatti consentono di sfruttare al meglio l’energia solare prodotta in eccesso e che non viene prontamente utilizzata dall’impianto a cui è collegato il sistema fotovoltaico.

L’accumulo è l’alternativa conveniente

Un impianto tradizionale funziona solitamente tramite il sistema di cessione e prelievo dalla rete che è comunemente chiamato come “sistema di scambio sul posto”. Praticamente l’energia prodotta in eccesso viene immessa nella rete energetica e, quindi, rivenduta. Tuttavia questa energia viene venduta ad un prezzo molto più basso rispetto al costo dell’energia acquistata e, quindi, per ripagare le spese dell’installazione di un impianto fotovoltaico possono volerci molti anni. Non è detto che non sia un sistema conveniente ma sicuramente l’alternativa dell’accumulo sembra essere oggi quella più conveniente.

Perché conviene?

Questo perché è noto che i pannelli fotovoltaici di un impianto domestico coprono in maniera parziale le necessità di energia standard di tutto il fabbisogno elettrico e, quindi, una parte di energia viene comunque prelevata dalla rete. L’impianto ad accumulo, invece, innalza i livelli di autoconsumo ottimizzando la produzione e riducendo i costi di prelievo. Il suo funzionamento è studiato proprio per favorire il bilanciamento energetico familiare tra l’energia prodotta e quella necessaria a soddisfare tutto il fabbisogno.

L’impianto fotovoltaico con accumulo, grazie al suo sistema di immagazzinamento, consente di accumulare energia prodotta da fonti rinnovabili e di utilizzarla solo quando la tua abitazione ne avrà bisogno. In questo modo si va a raggiungere una quota maggiore di energia prodotta e consumata direttamente dal proprio impianto, riducendo significativamente le emissioni di CO2 e proteggendo anche l’ambiente.

Quanto conviene?

A conti fatti se un impianto fotovoltaico semplice con scambio sul posto consente di coprire circa il 40% dell’energia necessaria a coprire il fabbisogno energetico, con l’accumulo si arriva a coprire fino al 75%. Ovviamente sarà necessario aver installato un buon impianto fotovoltaico per la propria abitazione, commisurato ai consumi domestici e esposto correttamente all’energia solare da catturare. Un impianto così configurato, ovvero dotato di immagazzinamento dell’energia prodotta, diventa un importante investimento che consentirà di tagliare definitivamente i costi per la fornitura di energia elettrica e di preservare l’ambiente dalle inutili e dannose emissioni di C02.

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