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La Cina ha bisogno di bacchette d’avorio: uccidiamo gli elefanti!

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La caccia agli elefanti riprende, più crudele e spietata che mai. La tregua è durata solo tredici anni e dico “solo“, perchè non bastano per riportare un equilibrio tra la popolazione dei pachidermi africani.
Ma il governo sudafricano ha deciso, e sembra quasi un paradosso che la decisione sia stata presa proprio mentre dalla Repubblica Democratica del Congo giungeva la notizia della mattanza di ben 14 elefanti, uccisi in due settimane, nel Parco nazionale di Virunga, ai confini con Uganda e Burundi.

Sembra quasi scontata la risposta al motivo della riapertura della caccia: i soldi. E’ attorno al denaro che ruota la storia dell’uomo, e per il profitto si passa sopra anche al rischio estinzione degli animali.


Quando avranno finito di ucciderli, d’altronde, chissà come faranno a procurarsi l’avorio, dovranno clonarli probabilmente.
D’altra parte, non importa che si estinguano, importa il guadagno a breve termine, e indovinate un po’ da che parte proviene la richiesta d’avorio, alla base della ripresa della caccia?
Dalla Cina, a credere alle accuse dirette dei rangers congolesi e degli ambientalisti.

la-cina-ha-bisogno-di-bacchette-davorio-uccidiamo-gli-elefanti-foto2.jpgProprio così, l’impero cinese colpisce ancora, con le sue incessanti esigenze da soddisfare, un mercato che assorbe ed esporta qualsiasi cosa, in costante espansione.
Ora la richiesta è stata: avorio. Ed ecco riecheggiare gli spari in Africa. Incredibile come le decisioni prese a tavolino dalla alte sfere cambino il corso delle cose e decidano a volte anche la vita e la morte.
Pensateci un po’: c’erano 13 elefanti che vivevano la loro esistenza, mentre dall’altra parte del mondo i cinesi hanno deciso di aver bisogno di avorio (qualcuno mi spieghi se l’avorio è un bene di prima necessità, perchè io vi giuro che non lo so), ed ecco che in 2 settimane sono morti tutti.
Credete ancora nel destino? Io penso che su tutto quanto sta accadendo oggi alla Natura e agli animali l’uomo avrebbe la possibilità di modificare il corso delle cose.

L’associazione Wildlife Direct ha accusato i miliziani attivi nella zona di aver barattato l’avorio con le armi. Il bando alla caccia degli elefanti era in vigore dal 1995, quando il governo di Nelson Mandela aveva proclamato il divieto per salvaguardare questi animali dal rischio estinzione.
Dagli 8000 del 1995, oggi si conterebbero 20000 elefanti, con un aumento del 5%. Per questo motivo il governo attuale di Thabo Mbeki ha stabilito che si può riprendere ad ammazzarli. D’altra parte ora che si sono ripopolati, bisogna ucciderli in fretta, logico, no?
Soltanto l’anno scorso in tutta l’Africa sono stati sterminati 20 mila esemplari, per far fronte alle richieste cinesi.
La Cina ne ha bisogno per le gettonatissime bacchette d’avorio.
Il costo di un chilogrammo di avorio al mercato nero in Cina e Giappone è di circa 750 dollari (quasi 500 euro). Dalle zanne di un elefante si possono ottenere fino a 7 kg di avorio. Nel 1979 in Africa c’erano 1,3 milioni di elefanti. Oggi ce ne sono 550 mila. In compenso i cinesi hanno più bacchette d’avorio per mangiare il riso… e credo che questo non abbia nulla a che vedere, ahimè, con la lotta alla sopravvivenza!

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